domenica 7 luglio 2013

La coerenza di Anna, un bel tacer non fu mai scritto

«L'emendamento Bruno è comunque inaccettabile perché è ambiguo e in questo modo aprirebbe la porta ad incursioni imponderabili sugli assetti della magistratura, che devono tassativamente rimanere fuori dal perimetro delle riforme. Ma il problema del coordinamento tecnico con gli articoli del titolo IV e VI della Costituzione va affrontato, tant'è che noi abbiamo i nostri emendamenti...» così denunciava la presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro, in un'intervista del 29 giugno.


È impossibile ignorare il "Ma" che spazza via i termini netti e precisi della prima frase che vengono infatti contraddetti dalla seconda: prima le «incursioni imponderabili sugli assetti della magistratura devono tassativamente rimanere fuori dal perimetro delle riforme», poi però le stesse incursioni (magari accompagnate da altre ancora..) possono rientrare dalla finestra grazie a un non ben precisato «coordinamento tecnico».
Questa seconda interpretazione, che non sfugge a Sel e M5s, è però più volte, anche veementemente, allontanata dalla senatrice, che invece ribadisce: "La giustizia era esclusa prima e lo è adesso, ora è chiarissimo. Non ci sono più alibi né possibilità di fraintendimento", ad esempio qui, qui e qui, e addirittura affari italiani si sbilancia: "I berlusconiani hanno, per ora, rinunciato al blitz sul tema che sta tanto a cuore al Cavaliere."
Ma cosa dice in realtà l'emendamento? Eccolo:

"Il Comitato esamina i progetti di legge di revisione costituzionale degli articoli dei Titoli I, II, III e IV della Parte Seconda delle Costituzione, nonché i conseguenti progetti di legge ordinaria di riforma dei sistemi elettorali.
Il Comitato esamina o elabora, in relazione ai progetti di legge costituzionali di cui al comma 1, le modificazioni a disposizioni della Costituzione o di leggi costituzionali strettamente connesse alla revisione dei Titoli della Costituzione o di leggi costituzionali strettamente connesse alla revisione dei Titoli della Costituzione di cui al medesimo comma 1, nonchè i conseguenti testi di legge ordinaria in materia elettorale che si rendano eventualmente necessari per assicurare la coerente definizione dell'assetto istituzionale". 

È dunque davvero poco chiaro, nonostante le dichiarazioni della pasionaria, se il ruolo della magistratura, la Corte Costituzionale e le altre garanzie verranno toccate o meno, né che la prima parte della Carta riesca a sfuggire a queste insidie. ANZI.

La verità è che il Parlamento, di cui la senatrice Finocchiaro dovrebbe essere tra i più autorevoli rappresentanti e strenui difensori, da circa vent'anni si fa sempre più servo di due padroni: invece di difendere i propri poteri e assumersi le proprie responsabilità, se le lascia sottrarre ora dal governo, a colpi di decreti e fiducie imposte con ricatti e minacce, ora dal capo dello stato che, non contento degli strappi a consolidate prassi, pretende per sé anche la prerogativa di fare regali al ministro della difesa e di (ri)aprire una stagione sedicente costituzionale!
Senza né il coraggio di dirlo apertamente e di considerare la risposta dei cittadini, né l'onestà di farlo secondo le regole!

2 commenti:

  1. Beh, è chiaro che questo governo di imbroglioni che si sono messi d'accordo tra loro quando sino a un minuto prima si scannavano a vicenda non ha alcun interesse a cambiare la legge elettorale e tanti motivi per cambiare qualcos'altro.
    Mi pare che i principi della nostra Costituzione sono bellissimi ma inattuati:
    "Tutti hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge"
    «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.» Magari fosse vero!

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  2. In un precedente post riportavo parole di Calamandrei che spiegano benissimo come la Costituzione sia solo un libro.
    Renderla viva, rispettarla e farla rispettare spetta in primo luogo a noi!

    La democrazia è un confronto continuo, se scivola verso dinamiche concessorie non è più democrazia.

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