lunedì 24 marzo 2014

Tre domande sull'europa a Fabrizio Barca

Sono stato oggi alla presentazione del progetto "Luoghi idea(li)", che ho trovato estremamente interessante e cui faccio i migliori auguri; nel seguito ho anche potuto seguire le molte interviste che Barca molto gentilmente ha concesso, rispondendo a tutto campo su politica nazionale ed europea, ma non ho chiaramente potuto farne una mia, dunque mi affido ingenuamente a questo spazio ed a un'email che ho appena inviato, modello 'message in a bottle'.. Eccole:


Indipendentemente dai recenti enormi problemi sul debito e di stabilità finanziaria, non crede che le istituzioni europee soffrano di una lacuna di democrazia 'effettiva', ad esempio nel poco peso che il parlamento ha?

Cosa pensa del modo che l'ue ha di relazionarsi con gli stati, principalmente mediante raccomandazioni, ratifiche di decisioni (appunto poco democratiche..) e soprattutto pesanti sanzioni milionarie che spesso non contribuiscono realmente a risolvere la questione, anzi sottraendo risorse la aggravano?

Quando dice 'così com'è non è sostenibile l'europa!' Lei pensa ad un livello di integrazione che faccia ad esempio riferimento alla teoria delle aree valutarie ottimali, che tra i requisiti per la sostenibilità cita ai primi posti un omogeneo mercato del lavoro?

In definitiva, rispetto a queste tre questioni, come si declina il 'più europa' che Lei e tutto il pd, continuamente e convintamente recitate?

Nessun commento:

Posta un commento