domenica 25 maggio 2014

La schiavitù tornerà di moda

Cosa fa renzi quando sostiene, tra il ridicolo e il patetico, con tutta la #passione di cui è capace in quest'infuocato (si come no) finale di campagna elettorale, che con gli «80 euro in più» si può finalmente tirare un sospiro di sollievo e «andarsi a prendere una pizza con gli amici»?

La glorificazione plastica dell'italiano medio, amorfo e indifferente, questo è il renzianesimo, ecco cosa fa.


Quegli «80 euro in più» markettizzati ormai a tutto spiano, sempre dimenticando che sono FINO A 80 euro (l'importo varia in base al reddito) e ribadendo un «per sempre» (il bonus è 640 euro su base annua, nel 2014 è partito a maggio e dunque va diviso per 8 mesi, ma già l'anno prossimo saranno meno: 640/12=53,33 euro!) e un «per tutti» che sono assolutamente privi di senso!
Vedremo chi (non certo loro!) li troverà e per quanti mesi..

Quegli «80 euro in più» millantati come il più consistente aumento salariale della storia: «più grande aumento salariale mai dato in Italia, nessun sindacato lo ha mai ottenuto»!!

O con un più modesto «questa è la più grande operazione di redistribuzione che sia stata fatta da molti anni»!


Ce la ricordiamo l'ultima irrinunciabile rivoluzione renziana?
Sono almeno due mesi che ripete "entro un anno o abolisco il Senato o perdo la faccia!", ora che sappiamo che non ce la farà, ancora compare ovunque a smerciare le sue fanfaronate.
«Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità» sembra essere la sua regola aurea.

Quegli 80 euro promessiesaltati sempre a dispetto della mancanza di coperture, spacciate per inutili dettagli tecnici che attentano al sciogno (briator-)renziano, e ripetuti fino all'esasperazione, la mia almeno.

Senza la pazienza (e il tempo!) della proverbiale goccia che scava la montagna, controproducente nella società che viviamo, abbiamo sotto gli occhi e ci rimbomba nelle orecchie un cannoneggiamento mediatico che è necessario affinché non ci si renda conto della trave costituita dalla contropartita degli 80-euro-per-le-allodole, che però a differenza del sciogno è già da tempo pubblicata in Gazzetta ufficiale: il decreto renzi-poletti e l'estrema precarizzazione dei contratti a termine che porta con sé.

Meno immediata, ma ben più concreta del mare di chiacchiere e chiacchiere di cedolini, si tratta di una vera e propria restaurazione che già una volta fu stoppata dalla Corte Costituzionale nel 2000, tentata per via referendaria.
Il quesito fu dichiarato inammissibile perché quel decreto riporta le condizioni contrattuali a prima del 1962, avendo effetti pari solo all'abrogazione della legge di quell'anno, frutto del lavoro di una commissione d'inchiesta parlamentare, che finalmente regolarizzava i rapporti di lavoro a termine così fermandone l'abuso indiscriminato che se ne faceva già allora!
Studiare un po' non farebbe male.

D'altra parte la stessa nomina di poletti è indicativa, essendo
le cooperative i luoghi in cui il diritto del lavoro è più vilipeso e impunemente aggirato. 


Dunque non si tratta sicuramente dell'inversione di tendenza che qualcuno sperava, né di un contentino contro la crisi per arrivare meglio a fine mese, ma del classico specchietto per le allodole!


Inoltre, per meglio camuffare questa contror
iforma che abbassa ancora l'asticella dei diritti dei lavoratori, essa è vigliaccamente contenuta nella ratifica di una direttiva europea che andava precisamente nella direzione opposta!

E qui la tipica spavalderia renziana #cambiaverso.

                      


Ad ogni giuslavorista che si rispetti non sfugge la contraddizione evidente tra il testo della legge e lo spirito della norma europea (oltre che della Costituzione italiana!) e infatti il decreto ha fruttato alla coppia firmataria una puntuale e articolata denuncia promossa dall'Associazione Nazionale Giuristi Democratici, sacrosanta reazione che è stata però colpevolmente ignorata dalla "grande" informazione, come al solito.

Altroché «ripartire da chi è rimasto più indietro»!
Davvero sotto al tweet c'è il niente, mentre dietro alla strombazzata "riforma" del lavoro e al mare di parole, c'è una visione usa e getta dei rapporti di lavoro, «lavoro a tutti i costi per le persone e a costo zero per le grandi imprese».
Davvero, questi vogliono «lavoratori hungry per le paghe misere e foolish a comando come animatori dei parchi tematici»!

La schiavitù tornerà di moda?

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