giovedì 3 luglio 2014

Il tempo di renzi

Ormai si sa, durante la strategia della tensione alla «fittissima attività eversiva non erano estranei gli apparati istituzionali italiani e i centri informativi della Nato e degli Stati Uniti, che sapevano, tolleravano, vigilavano, ora spingevano, ora frenavano. Senza quella guida e quella tolleranza, il grande circo dell’eversione non serebbe durato più di qualche mese».

Precisamente quell'«ora spingevano, ora frenavano» era messo in atto non solo materialmente da infiltrati in posti chiave ma soprattutto dall'organizzazione di vere e proprie 'campagne di scopo' che puntualmente dovevano concludersi con delle 'ora x' anche se non sempre si concretizzavano con i vari tentati golpe.
Esattamente questo vuol dire l'espressione 'strategia della tensione'.


Cioè se vuoi una cosa fatta bene te la devi organizzare gestendo in modo oculato le diverse fasi temporali: 

  • se vuoi raggiungere un obiettivo finale induci un 'crescendo', o 'escalation' come dicono i tiggì, che si faccia più pressante in vista del finale;
  • se invece devi gestire un periodo lungo, e non vuoi farlo apparire uno stabile mortorio, crei tanti piccoli crescendo, magari spacciando tante piccole 'ora x' che però rimandi o realizzi parzialmente.



Ora che le bombe sono quasi solo quelle che vengono dal mondo della finanza, le tante 'ora x' propagandate da renzi - a volte lanciate come annunci ad effetto, in linea con la ormai tradizionale dichiarazia, altre volte proprio come minaccia - non sono solo un modo per apparire in tv e guadagnare consenso facendo credere di fare le cose, ma è anche il tentativo di creare una tensione, un'aspettativa, verso un obiettivo comune, perfettamente strumentale al mantenimento del consenso acquisito che va continuamente puntellato, ovviamente non solo coi tweet.



Dunque i rimandi, i mezzi passi avanti servono a mantenere quella tensione propositiva (finta?) che può poi essere capitalizzata come consenso in campagna elettorale in modo molto semplice, più o meno così:
«Ecco avete visto, ci ho provato in tutti i modi ma mi hanno messo tutti i bastoni tra le ruote. Vi chiedo ora il mandato per realizzare il nostro progetto di paese!»

E giù tonnellate di retorica per conquistare a mani basse (e definitivamente?) il potere.
È un trucco già visto, ma funziona sempre bene..
In bocca al lupo paese.

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