Credo vadano entrambe contrastate evidenziandone l'assurdità, aldilà delle solite posizioni sciatte e comode, ma oggi 'trending' tra espertoni ed opinionisti.
Per esempio, quando mi sono imbattuto in questo volantino - a dispetto dell'opinione che ho (avevo) per 'Valigia blu' - l'ho trovato subito insostenibilmente superficiale, perché non contrasta efficacemente la prima e presta troppo facilmente il fianco alla seconda:
Non ho potuto non scrivere di getto quel che pensavo: avrei preferito da Valigia Blu un volantino un filo più chiaro, del tipo motivare un no come risposta a:
1) è possibile che chi decide di bombardare e alimentare l'instabilità in alcune zone lo faccia con la consapevolezza di sostenere certi flussi e dunque anche tutti i mercati (armi, droga, esseri umani, ecc..) che ne sono diretta conseguenza?
[perché molto più interessante di sapere se c'è un'invasione (o no) è capire se essa è stata provocata (o no) e con quale scopo, esportando non certo democrazia ma instabilità sia 'là' che 'qua'!]
2) è possibile che questo dei 'campi' sia uno schema puramente assistenzialista modello dc per cui si mantiene per forza una gestione 'emergenziale' del 'problema', proprio per poter attuare pratiche poco trasparenti, a sostegno di un'industria dell'accoglienza che a detta di buzzi rende molto bene, fattura davvero poco e quindi alimenta la corruzione e la presa autoritaria di certi soggetti su istituzioni che furono democratiche?
[perché è vero che all'immigrato va solo una minima parte dei liquidi che ungono il meccanismo, ma 'the dark side of the moon' è che buona parte di quei 40-2,5=37,5 euro a persona al giorno contribuiscono a cementare il solito sodalizio tra classe politica, mafia e altre "cose" e ciò mi pare più interessante di dire "tranquilli, il migrante resta povero", nonché il maggiore motivo per abbattere questo schema - oltre al fatto che è illegale e incostituzionale, ovvio!]
3) [questa mi ha fatto ridere, qua gli eufemismi si affollano] è possibile che proprio perché "a parità di qualifica", o meglio mansione, "ricevono una retribuzione più bassa" e dunque che questo tipo di manodopera riceva la preferenza dei datori di lavoro (che si sa, mirano a minimizzare i costi, per sopravvivere in tempi di crisi o comunque, un po' meno giustamente, al massimo profitto) al posto di chi pretende (ormai senza neanche molta convinzione) il rispetto dei pur logori e sempre più stracciati diritti?
A questo punto torniamo alla schiavitù, conviene!
Tutto ciò va considerato anche alla luce dell'impossibilità - spesso provocata dai più alti livelli istituzionali - di un controllo efficace del rispetto di condizioni di lavoro 'dignitose' (sembra ridicolo tutto ciò ma non lo è, visto come incide sulla vita di ciascuno di noi!).
[come fa tutto questo a non causare una competizione al ribasso??
e allora, invece di quantificare il gettito (quanto quello fiscale?) o la ricchezza prodotta dalle condizioni date, sarebbe di certo più interessante quantificare quello 'a gioco corretto'.]
Su 4) ok, anche qui ci sarebbe un risvolto di assistenzialismo come al 2) nonché mandrie di bufale da sfatare, di cui 5) è solo un esempio, ma sorvoliamo.
Su 5): "rigenerati" o ricondizionati non sono esattamente sinonimi di basso costo, ma su questo la "bufala da sfatare" è quella sulle schede prepagate regalate, mi sarebbe piaciuto leggere due parole su quello. E invece niente.
Infine, su 6) ben più efficace sarebbe stato citare a) le leggi con tratti discriminatori, di sicura incostituzionalità, che hanno generato quella massa di detenuti e soprattutto - conoscendo voi - b) un sistema mediatico troppo spesso disponibile a sbattere il "negro" o lo "zingaro" in prima pagina con sensazionalismo tipico, mutuato dagli usa e con analoghe motivazioni.
Cioè quelle di creare ad 'arte' un bisogno di sicurezza che orienta il consenso su posizioni conservatrici, 'xenofobe' e miopi che costituiscono la base per le famose 'guerre tra poveri', funzionali ad approfondire le fratture - invece di riconoscere gli interessi comuni - tra i blocchi sociali distraendoli dall'impegno per un'efficace opposizione all'autoritarismo del potere costituito.
Senza dimenticare che oggi, nel nostro paese specialmente, ha grossi problemi non solo di consenso, ma addirittura di legittimità...
Ps: successivamente mi sono accorto che il volantino in questione altro non è che una riduzione di un articolo ben più esteso e dettagliato che però lascia comunque totalmente in piedi tutte le mie obiezioni, anzi ne genera altre su punti non citati nel volantino, per chi vuole specifico ulteriormente nel seguito.
A proposito del primo punto, che ricordo si prefiggeva di smentire l'invasione, addirittura subito dopo aver citato fonti del ministero dell'interno che fondamentalmente commentano con un 'business as usual', tutto come previsto si fa un rapido accenno a "organizzazioni di trafficanti di essere umani" come se fosse del tutto normale un loro 'contributo' alla gestione di questo flusso di 'risorse'!!
Per esempio, quando mi sono imbattuto in questo volantino - a dispetto dell'opinione che ho (avevo) per 'Valigia blu' - l'ho trovato subito insostenibilmente superficiale, perché non contrasta efficacemente la prima e presta troppo facilmente il fianco alla seconda:
Non ho potuto non scrivere di getto quel che pensavo: avrei preferito da Valigia Blu un volantino un filo più chiaro, del tipo motivare un no come risposta a:
1) è possibile che chi decide di bombardare e alimentare l'instabilità in alcune zone lo faccia con la consapevolezza di sostenere certi flussi e dunque anche tutti i mercati (armi, droga, esseri umani, ecc..) che ne sono diretta conseguenza?
[perché molto più interessante di sapere se c'è un'invasione (o no) è capire se essa è stata provocata (o no) e con quale scopo, esportando non certo democrazia ma instabilità sia 'là' che 'qua'!]
2) è possibile che questo dei 'campi' sia uno schema puramente assistenzialista modello dc per cui si mantiene per forza una gestione 'emergenziale' del 'problema', proprio per poter attuare pratiche poco trasparenti, a sostegno di un'industria dell'accoglienza che a detta di buzzi rende molto bene, fattura davvero poco e quindi alimenta la corruzione e la presa autoritaria di certi soggetti su istituzioni che furono democratiche?
[perché è vero che all'immigrato va solo una minima parte dei liquidi che ungono il meccanismo, ma 'the dark side of the moon' è che buona parte di quei 40-2,5=37,5 euro a persona al giorno contribuiscono a cementare il solito sodalizio tra classe politica, mafia e altre "cose" e ciò mi pare più interessante di dire "tranquilli, il migrante resta povero", nonché il maggiore motivo per abbattere questo schema - oltre al fatto che è illegale e incostituzionale, ovvio!]
3) [questa mi ha fatto ridere, qua gli eufemismi si affollano] è possibile che proprio perché "a parità di qualifica", o meglio mansione, "ricevono una retribuzione più bassa" e dunque che questo tipo di manodopera riceva la preferenza dei datori di lavoro (che si sa, mirano a minimizzare i costi, per sopravvivere in tempi di crisi o comunque, un po' meno giustamente, al massimo profitto) al posto di chi pretende (ormai senza neanche molta convinzione) il rispetto dei pur logori e sempre più stracciati diritti?
A questo punto torniamo alla schiavitù, conviene!
Tutto ciò va considerato anche alla luce dell'impossibilità - spesso provocata dai più alti livelli istituzionali - di un controllo efficace del rispetto di condizioni di lavoro 'dignitose' (sembra ridicolo tutto ciò ma non lo è, visto come incide sulla vita di ciascuno di noi!).
[come fa tutto questo a non causare una competizione al ribasso??
e allora, invece di quantificare il gettito (quanto quello fiscale?) o la ricchezza prodotta dalle condizioni date, sarebbe di certo più interessante quantificare quello 'a gioco corretto'.]
Su 4) ok, anche qui ci sarebbe un risvolto di assistenzialismo come al 2) nonché mandrie di bufale da sfatare, di cui 5) è solo un esempio, ma sorvoliamo.
Su 5): "rigenerati" o ricondizionati non sono esattamente sinonimi di basso costo, ma su questo la "bufala da sfatare" è quella sulle schede prepagate regalate, mi sarebbe piaciuto leggere due parole su quello. E invece niente.
Infine, su 6) ben più efficace sarebbe stato citare a) le leggi con tratti discriminatori, di sicura incostituzionalità, che hanno generato quella massa di detenuti e soprattutto - conoscendo voi - b) un sistema mediatico troppo spesso disponibile a sbattere il "negro" o lo "zingaro" in prima pagina con sensazionalismo tipico, mutuato dagli usa e con analoghe motivazioni.
Cioè quelle di creare ad 'arte' un bisogno di sicurezza che orienta il consenso su posizioni conservatrici, 'xenofobe' e miopi che costituiscono la base per le famose 'guerre tra poveri', funzionali ad approfondire le fratture - invece di riconoscere gli interessi comuni - tra i blocchi sociali distraendoli dall'impegno per un'efficace opposizione all'autoritarismo del potere costituito.
Senza dimenticare che oggi, nel nostro paese specialmente, ha grossi problemi non solo di consenso, ma addirittura di legittimità...
Ps: successivamente mi sono accorto che il volantino in questione altro non è che una riduzione di un articolo ben più esteso e dettagliato che però lascia comunque totalmente in piedi tutte le mie obiezioni, anzi ne genera altre su punti non citati nel volantino, per chi vuole specifico ulteriormente nel seguito.
A proposito del primo punto, che ricordo si prefiggeva di smentire l'invasione, addirittura subito dopo aver citato fonti del ministero dell'interno che fondamentalmente commentano con un 'business as usual', tutto come previsto si fa un rapido accenno a "organizzazioni di trafficanti di essere umani" come se fosse del tutto normale un loro 'contributo' alla gestione di questo flusso di 'risorse'!!
Neanche dedica alla faccenda un capoverso, mentre l'articolo da loro stessi citato parla di un 'giro d'affari' di 15,7 miliardi, forse la questione meritava un qualche approfondimento.....
E invece no, si prosegue sciorinando dati sull'ospitalità degli altri paesi ue e del mondo, come se niente fosse.
Sul secondo punto, ok, si puntualizza che circa il 92% della spesa per migrante al giorno va in mani italiane, anzi spesso resta nello stesso comune, si citano i dati dello sprar ma la mia mente torna a questo e a numeri da capogiro, altro che qualche spiccio dato al migrante o a chi fisicamente lo ospita o lo nutre.
Nell'articolo di Valigia blu al terzo punto si parla di lavoro e ci vengono subito forniti i dati del ministero guidato da poletti! Saranno affidabili - a proposito, che peccato che questo contributo sia stato rimosso! - quanto quelli sul 'jobs act'?
In ogni caso com'è possibile citare frasi quali «la variazione positiva del numero di occupati (pari a +0,4% rispetto al 2013) è da attribuire esclusivamente alla componente straniera» e ancora «seppur con lievi incrementi, la forza lavoro straniera ha controbilanciato l’emorragia occupazionale che ha investito quella italiana» e continuare a sostenere che non vi sia competizione?!!
Insisto, vista la centralità del tema, nell'evidenziare le contraddizioni e la scarsa sensatezza dei dati riportati: prima si cita un saggio della Banca d'Italia, ma sull'intero scenario europeo, con evidente annacquamento dei dati, che addirittura si fermano al 2010!
Poi, con sprezzo del ridicolo si passa a un report del CNEL, o meglio la sintesi del report, datato 2012, che assicura: «la presenza immigrata non ha un ruolo significativo nell’influenzare la probabilità per un lavoratore italiano di perdere l’occupazione entrando nella disoccupazione. Non c’è un concorrenza» - certo, dico io: a quello ci pensa la 'flessibilità in uscita' - e lo studio continua tranquillo: «qualche effetto, non rilevante però dal punto di vista quantitativo, si può ritrovare invece in termini di probabilità di ingresso nell’occupazione per i disoccupati», bravi espertoni, avranno mai sentito parlare di lavoro nero?
E invece no, si prosegue sciorinando dati sull'ospitalità degli altri paesi ue e del mondo, come se niente fosse.
Sul secondo punto, ok, si puntualizza che circa il 92% della spesa per migrante al giorno va in mani italiane, anzi spesso resta nello stesso comune, si citano i dati dello sprar ma la mia mente torna a questo e a numeri da capogiro, altro che qualche spiccio dato al migrante o a chi fisicamente lo ospita o lo nutre.
Nell'articolo di Valigia blu al terzo punto si parla di lavoro e ci vengono subito forniti i dati del ministero guidato da poletti! Saranno affidabili - a proposito, che peccato che questo contributo sia stato rimosso! - quanto quelli sul 'jobs act'?
In ogni caso com'è possibile citare frasi quali «la variazione positiva del numero di occupati (pari a +0,4% rispetto al 2013) è da attribuire esclusivamente alla componente straniera» e ancora «seppur con lievi incrementi, la forza lavoro straniera ha controbilanciato l’emorragia occupazionale che ha investito quella italiana» e continuare a sostenere che non vi sia competizione?!!
Insisto, vista la centralità del tema, nell'evidenziare le contraddizioni e la scarsa sensatezza dei dati riportati: prima si cita un saggio della Banca d'Italia, ma sull'intero scenario europeo, con evidente annacquamento dei dati, che addirittura si fermano al 2010!
Poi, con sprezzo del ridicolo si passa a un report del CNEL, o meglio la sintesi del report, datato 2012, che assicura: «la presenza immigrata non ha un ruolo significativo nell’influenzare la probabilità per un lavoratore italiano di perdere l’occupazione entrando nella disoccupazione. Non c’è un concorrenza» - certo, dico io: a quello ci pensa la 'flessibilità in uscita' - e lo studio continua tranquillo: «qualche effetto, non rilevante però dal punto di vista quantitativo, si può ritrovare invece in termini di probabilità di ingresso nell’occupazione per i disoccupati», bravi espertoni, avranno mai sentito parlare di lavoro nero?
Ciliegina sulla torta, citando mipex, affermano: «da un lato, numerosi giovani migranti non risultano né inseriti nel mondo del lavoro né inquadrati in un percorso di formazione, dall’altro c’è invece il problema opposto, ossia, non si riesce a soddisfare l’alta formazione degli immigrati, che continuano a svolgere lavori che non sempre rispecchiano il loro livello di studio», bene la frase resta verissima (purtroppo) anche togliendo le parole 'migranti' e 'immigrati', perché è vera in generale, per i giovani e i laureati italiani!
Quindi, chi si straccia le vesti per i migranti ma poi dice «c'è la crisi» e fa spallucce quando si tratta dei cittadini italiani, sta forse chiedendo verso i migranti, l'elargizione da parte dello stato di un migliore trattamento rispetto a quanto con le proprie forze riesce a strappare un normale cittadino?
Questa è l'assurdità che va sotto il nome di autorazzismo: è evidente la discriminazione al contrario, un insulto alla logica oltre che alla dignità.
Vi sono infine dei passaggi che trovo francamente inquietanti:
Uno dopo l'altro troviamo prima un utilizzo del migrante per influenzare i prezzi dei beni di consumo e la fruizione dei servizi, e dopo un commento quasi da strozzino poiché segue la constatazione di «un elevato gap tra le retribuzioni degli italiani e degli stranieri a sfavore di quest’ultimi» e questa interpretazione viene rafforzata dopo poche righe: «il saldo tra spesa pubblica e tasse pagate dagli stranieri è positivo, per un valore di 3,9 miliardi di euro».
Ci si riprende giusto un po' nel finale quando finalmente ci si accorge che il problema del capolarato (ma per gli autori pare sia l'unico) non riguarda solo gli stranieri e si cita la notevole inchiesta di Raffaella Cosentino.
Così dovrebbe essere, così non è più da molto tempo e non è con 'buonismo' e generosità ad ogni costo che si migliora la situazione, soprattutto ora che siamo davanti a un altro incubo quasi riuscito.


Concordo sul fatto che c'è una forte volontà politica, non solo della destra xenofoba, e decisi interessi economici perpetrati da lobby di potere che fanno dello sfruttamento delle presenze migranti la propria primaria fonte di guadagno.
RispondiEliminaVorrei scrivere pure io sul mio blog alcune riflessioni sul tema. Per ora mi limito a osservare che se è ancora il capitalismo l'unico orizzonte possibile - non solo economico, ma per ogni questione della vita - e se ancora ci si ostina a guardare al movimento delle persone come a una cosa "strana", da controllare, su cui dibattere, da ascrivere all'ambito delle restrizioni, non si supererà mai la questione.
In più occorre aggiungere l'incapacità di considerare l'esperienza migratoria italiana, del passato e di oggi, scevra da costruzioni retoriche.
Articolo straordinario! Merita una riflessione ampia. Hai fatto un gran lavoro: bravo Giorgio!
RispondiEliminaArticolo straordinario! Merita una riflessione ampia. Hai fatto un gran lavoro: bravo Giorgio!
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