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sabato 5 luglio 2014

Neanche una parola.

Pur non sopportando moltissime posizioni assunte da politici pd da una parte e da politici m5s dall'altra, ho sempre ritenuto di dovermi interessare di entrambi gli schieramenti e di doverci dialogare e confrontare - in modo proficuo, quando possibile.

Dal mio punto di vista, esterno a entrambi, ho assistito in questi ultimi mesi a fenomeni contrari: nei primi un generale accentramento attorno alla leadership, nei secondi non dico un allontanamento ma certamente un ridimensionamento.
I motivi di queste opposte dinamiche sono ben noti e sotto gli occhi di tutti.

Ieri è successo che un profilo facebook autochiamatosi 'Democratici Di Sinistra' mi ha chiesto l'aggiunta, che ho accettato subito - come faccio sempre, riservandomi in un secondo tempo un giudizio.
Dopo zero interazioni, stamattina quel profilo mi consiglia una pagina di un politico locale con cui già una volta ho avuto una strana esperienza e allora chiedo spiegazioni.
Agevolo una slide:




Il risultato è stato questo:



Mi ha bloccato. Senza neanche una parola.
Penso sia un record :D

mercoledì 19 febbraio 2014

"L’abbraccio di Berlusconi, lo schiaffo di Grillo."

Sarò strano io a dare più peso alla sostanza a scapito della forma, sarò feticista del controcorrente visto che quasi tutti dicono il contrario, ma credo che Grillo abbia fatto bene a perculare Renzi in diretta www.

Certo, il voto online degli iscritti, per la seconda volta contrario (seppur di poco) sia alle indicazioni dei 'guru', sia ai pareri espressi da molti eletti a 5 stelle, era stato chiaro e andava rispettato, per molti motivi diversi, riassumendo: sia per motivi di forma mostrando finalmente rispetto per le istituzioni in una fase molto importante e insieme molto delicata, sia per motivi di sostanza cogliendo una delle rare occasioni di aperto confronto faccia a faccia e le possibili conseguenze che un tale incontro avrebbe potuto originare.

Non sbaglia dunque chi accusa Grillo di non aver rispettato il voto degli iscritti e la volontà di confronto da esso espressa, ma se davvero gli è stato chiesto di partecipare (da chi? dai capigruppo?) non credo ci si potesse attendere qualcosa di diverso. Credo infatti che una volta presa la decisione di partecipare alle consultazioni, si suppone con intento costruttivo, ci sarebbe dovuto andare qualcuno convinto dell'utilità di quel confronto, penso magari ad Orellana, in modo da realizzare al meglio quell'intento.

Una volta che all'incontro invece ci va lui, non poteva andare diversamente, giustamente mia sorella ha commentato senza problema "ha fatto il Grillo, ha fatto bene".

E credo che abbia ragione, perché chi si sente deluso o indignato per il comportamento di Grillo, dovrebbe considerare l'approccio con cui Renzi ha portato avanti queste consultazioni, sta formando il governo e sta gestendo il confronto con gli altri partiti e riflettere se, soprattutto alla luce del surreale comunicato di berlusconi e del vero e proprio diktat di alfano, era possibile per il m5s avere un ruolo sensato.
C'era realmente una possibilità di dialogo?



D'altra parte lo fa capire subito Renzi che dicendo "non siamo a chiedervi un voto di fiducia, non siamo a chiedervi un governo.."
Personalmente è sembrato un deja vu e così facendo toglie dall'imbarazzo il suo interlocutore che sarebbe invece stato in seria difficoltà se messo di fronte a una seria intenzione di realizzare alcuni punti programmatici insieme. Grillo infatti mostra immediatamente il suo sollievo con una battuta e ha buon gioco a ribadire l'estraneità del movimento ai 'soliti giochi di palazzo'.

Con un tale 'brutto incipit' Renzi solleva Grillo da ogni ruolo di responsabilità e immediatamente fa uscire la politica dalla porta, trasformando quello che sarebbe dovuto essere un confronto aperto in una gara di monologhi in cui, tra colpi di sciabola, fioretto e qualche stilettata, vince a mani bassi l'unico che non è ingessato dal ruolo istituzionale.

Il ruolo lo costringe a tenere un tono tollerante e conciliante e Renzi ne è estremamente cosciente, lo si vede dal 'low profile' tenuto fino allo stremo e da quel "ragazzi, serenità!", l'invito con cui congela i cenni di polemica dei suoi, soprattutto di un Delrio che scalpita soprattutto al "quel decreto non abolisce le provincie" unico ma preciso ed efficace intervento di Di Maio.

Ciò fin quando si rende conto che sta accusando troppi colpi senza ribattere, "siete stati eletti per fare i sindaci, non per fare 'ste robe" e "non sei più credibile" sono in effetti belle bordate..
E allora riprova a più riprese ad esporre delle idee programmatiche (principalmente riforme istituzionali) e goffamente prova a metterla sul 'dolore', prima con le due ragazze che si sono uccise ieri e poi, dopo la controbattuta “Non è il trailer del tuo show, ti va male la prevendita?”e la geniale "esci da questo blog", sbotta ancora in modo francamente patetico: “questo è un luogo dove c'è il dolore vero della gente".

Grillo è certamente andato sopra le righe ma anche da Renzi ci si poteva attendere un altro approccio. Se tale è stato non è certamente per caso, era obiettivamente un incontro a cui per primo lo stesso Renzi non aveva nulla da chiedere, ha provato a farne l'ennesimo spot ma non era aria.

Le dichiarazioni successive, quelle ai giornalisti, sono state anche più interessanti..