Quelle voci sono invece state prima tollerate, poi assecondate, infine riconosciute come parte dell'agone politico e dunque ammesse a ricoprire responsabilità istituzionali.
L'unica effettiva innovazione portata da ciò che viene usualmente chiamato "seconda repubblica" è proprio l'aver "sdoganato" queste posizioni che non avrebbero mai dovuto ricevere legittimità alcuna!
E quella che molti si azzardano a chiamare "evoluzione", nel passaggio tra la prima e la seconda, è semplicemente l'abbattimento di questo baluardo di garanzia democratica (ditemi voi che tipo di persona potrebbe rallegrarsene..) e l'inserimento, via via sempre meno implicito e sempre più ingombrante, a comprimere tutto il resto, di questi indegni, illegittimi e incivili punti di vista che hanno ben presto inquinato il dibattito politico pubblico, con l'ovvia conseguenza di distrarlo dalla sua funzione naturale: il bene della collettività.
Mi piace infatti pensare che non sia un caso se proprio tra i due principali doveri dei cittadini di questo paese, cioè la richesta inderogabile di «solidarietà politica, economica e sociale» e quella di «svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società», i Padri costituenti hanno voluto esplicitare con precisione i doveri delle istituzioni: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»
Basta dunque la lettura dei primi quattro articoli della Costituzione per capire quanto potrebbe essere socialmente solida la democrazia in un paese che volesse attuarla facendosi garante dei diritti in essa contenuti! E non sto parlando di un favore, ma della più alta delle leggi!
L'impianto democratico, per garantire i diritti di tutti, deve difendersi da chi democratico non è, da chi, ancora e sempre, vuole e attua modelli di sopraffazione e sfruttamento dell'uomo, da chi toglie un diritto per poi magari concederlo come favore, oggetto di ricatto.
Queste difese non hanno, evidentemente, funzionato bene, soprattutto per la responsabilità di chi doveva vigilare e non l'ha fatto, ma ora tutto minaccia di crollare sotto il peso delle continue, ma in questi giorni più pesanti e spudorate pressioni che, nel più assoluto spregio dello spirito della Carta, mirano a un cambio radicale nella forma di governo e a una rottura definitiva dell'equilibrio tra i poteri dello Stato.
Questo mentre il Paese è sull'orlo del baratro economico, sociale e culturale.
Un tale tentativo di manomissione degli equilibri istituzionali è la spia di una testarda volontà di una svolta autoritaria che, emersa esplicitamente per la prima volta nel 1980 con craxi e amato, affonda però le sue radici in un passato ben più remoto e su cui non è stata fatta ancora sufficiente chiarezza, a troppi non conviene.
Questa spia ci segnala che quella volontà non si arrende e anzi coglie questo momento di debolezza, distrazione e confusione per sferrare il suo attacco più insidioso.
Mentre anche il peggiore Presidente della Repubblica della nostra Storia guarda e non favella, ma vuole tutto fatto entro 18 mesi.
Ora sul presidenzialismo ha messo su una maschera di "neutralità" (come se di fronte alla violenza di questi attacchi la neutralità non fosse una colpa grave..), dopo un primo settennato in cui si è invece attivato, strabordando dal suo compito, nel dare copertura e assistenza a chi ha cercato in ogni modo di abbattere la garanzia dei diritti di tutti, noi non possiamo farci trovare disattenti o impreparati, la Costituzione ha bisogno di te, perché..
Ora sul presidenzialismo ha messo su una maschera di "neutralità" (come se di fronte alla violenza di questi attacchi la neutralità non fosse una colpa grave..), dopo un primo settennato in cui si è invece attivato, strabordando dal suo compito, nel dare copertura e assistenza a chi ha cercato in ogni modo di abbattere la garanzia dei diritti di tutti, noi non possiamo farci trovare disattenti o impreparati, la Costituzione ha bisogno di te, perché..
La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé.
La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.
Piero Calamandrei
Ottima riflessione. E' esattamente così. Non facciamoci imbrogliare dalla propaganda che vuole che questa riforma verso il presidenzialismo sia una necessità, improvvisamente improrogabile. Se è improrogabile non è per il bene del paese, ma dei pochi che lo tengono in scacco da anni.
RispondiEliminaÈ una necessità solo loro, perché vogliono "mano libera" e se cambiano il 138 poi sarà per rendere molto più facili ulteriori sfregi come all'articolo 41, al 67, avranno solo l'imbarazzo della scelta..
RispondiEliminaLo permetteremo?
Deboli. Siamo ormai troppo deboli per impedirlo, un Paese arretrato intellettualmente, reso infantile, genuflesso al potere corrotto. Ad un Paese che regredisce a vista d'occhio si può chiedere e far credere tutto, temo.
EliminaÈ anche un paese che sta vivendo un malessere profondo, scosso da tutte le parti.
EliminaUn paese vecchio e che quindi ha, seppur vaga e lontana, una memoria che è fatta anche di impegno e passione civile.
Un paese che deve capire solo una cosa: se siamo arrivati a questo è solo perché, distratti e lontani, abbiamo lasciato fare.
Quando finalmente l'avremo capito, il resto andrà a posto di conseguenza.
Il problema è che questi veleni ce li hanno fatti inghiottire a piccole dosi per lungo tempo. Effetto Mitridate: l'Italia ora può digerire qualsiasi stravolgimento della Costituzione. Ormai ho paura del futuro
RispondiEliminaLe parole di Calamandrei riecheggiano come un monito nelle nostre coscienze democratiche, in tempi in cui la nostra sete di giustizia viene delusa dal qualunquismo e dal populismo.
RispondiEliminaCondivido lo stato d'animo che muove la tua riflessione e la voglia di proteggere un bene cosi' tanto prezioso.
Ciao Giorgio, come sempre in ritardo ecco il mio commento. La Costituzione è un ideale, "un tendere a" nata subito dopo gli orrori della seconda guerra mondiale (e quindi è anche un mai più) etc, etc. Dopo quasi settanta anni ha ormai assunto un valore del tutto nominale e teorico più o meno come il vangelo ed altre ispiranti letture. Di questi tempi ci si ritrova tuttavia a difenderla un po' come se fosse l'ultima spiaggia. Ricordo ancora quella canzone di Lolli che fa "la sociaallldemoocraziaaaa è un mostro senza teestaaa...", bei tempi...Il problema è... che E' l'ultima spiaggia,
RispondiEliminaalmeno la si può leggittimamente impugnare e gridare "aridateme er sogno italiano, quello che sta scritto qua!" Ma poi arriva un esercito di maestrine sante e sadiche che fa "tu bamboccionen, prima laforaren e ripagaren debiten, poi diritten, pizza und mandolinen!(bungaundbungen?)" In questa nuova realtà fatta di bambocci e maestrine, un presidenzialismo ci sta tutto: "fisto che foi bamboccionen non siete capacen di darvi un fero governen, è necessarien cambiaren la kostituzionen!" In questo regime finanZ-capitalista (vedi Gallino) non c'è più spazio per la democrazia. La strada è segnata, l'obiettivo è universalmente condiviso, l'Europa è il sol dell'avvenire!
Solo se lo permetteremo.
RispondiElimina