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martedì 21 ottobre 2014

Tutto torna

Gli analfabeti funzionali in Italia sono 3 su 10, dunque quasi 1 persona su 3 non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.

Naturalmente questa gente occupa nella società un ruolo e agisce, come tutti, in base alla comprensione della realtà che deriva loro dalle capacità di percepire e analizzare i fatti e le opinioni cui possono e vogliono avere accesso.

Ciò è principalmente dovuto allo stato della nostra scuola, non a caso vittima da decenni di una sorta di continuo schiaffo del soldato da parte del governo di turno - tranne il governo letta, ma renzi ha deciso di rimediare - si capisce dunque come sia possibile che quest'uomo possa impunemente millantare - o peggio avere - tutto questo consenso che i media si affannano ad attribuirgli.


Non deve quindi sorprendere né che ormai tutti i partiti si affidino a leader carismatici che sappiano mantenere vuoto il simulacro di democrazia che, per far finta di rispettare l'art. 49, ciascun partito si è dato; né che di questa situazione siano ben felici la stragrande maggioranza di militanti, iscritti, simpatizzanti, ormai perfettamente definibili dalla parola "tifosi".
Quando non direttamente "credenti".

mercoledì 13 agosto 2014

La terra ti sia lieve

To judge is always easier than to understand.
But 'right' is far away from 'easy'.


Thank you Robin.

venerdì 27 giugno 2014

Eurotruffa '14

Guy Verhofstadt ha appena pubblicato sulla sua fagina di facebook (sono le 17:00 del 26/6) il seguente trionfale annuncio:


EPP, S&D and ALDE will form a stable majority in the EP for the next European Commission. That means the agreement of 24 June between the EPP and S&D groups, relating to ongoing discussions, will be extended to the ALDE Group, ensuring a broader base for building a stable majority for the next European Commission.
The EPP, S&D and ALDE groups in the European Parliament agree to work to create a stable, pro-European majority in the House to defend the values and principles of European integration whilst striving, jointly, for reforms that will strengthen and improve the workings and transparency of the institutions and their effectiveness in delivering economic growth and meeting the EU's future challenges.

Saran felici gli elettori, quasi tutti (dagli 'tsiprioti' ai 'forzaitalioti') promossi a "voti utili".
A loro insaputa, ovviamente.

L'impressione immediata, non solo mia, è che sempre più le elezioni si configurino come circonvenzione d'incapace, in cui gli elettori vengono presi per scemi e i militanti anche peggio.

Il parallelo è alimentato anche dal tono e dalle parole usate in cui è facile cogliere lo stesso richiamo renziano ai "valori" (quelli di francoforte immagino), alla stabilità (auspicata o meglio invocata, come un totem), a integrazione, efficienza, trasparenza, governabilità, crescita, sfide future, frizzi, lazzi e cotillons!


O forse siamo noi brutti gufi e sciacalli che non crediamo al mistero glorioso di bruxelles: i tre candidati presidente di alde, ppe e pse - che i rispettivi elettori credevano distinti - si faranno finalmente uno (ma con tre poltrone, inevitabilmente)!

Il tutto grazie a queste sempre meno sorprendenti e sempre più estese larghe intese che manifestano finalmente in tutta evidenza la loro matrice squisitamente conservatrice, di pompieri dello status quo: ormai è evidente a tutti che i governi di larghe intese, così diffusi in tutto il continente, non sono frutto di dinamiche nazionali ma sono spinti dal livello sovranazionale che quelle dinamiche può orientare mediante leve economiche e monetarie. 




Aggiornamento del 27/6: è ormai imminente - nonostante i mal di pancia inglesi - la nomina di juncker, vedremo quale maggioranza lo sosterrà, mentre impazza il totonomine e il lavorio di renzi sul doppio binario d'alema-mogherini. Pensate un po'!

domenica 14 luglio 2013

Quando manca il rispetto (quello per Eluana e quello per le istituzioni)

L'occasione dell'inedito conflitto istituzionale suscitato dal "caso Englaro", tra un quantomai passivo e indegno Parlamento e un Presidente della Repubblica allora, in via del tutto eccezionale, eccezionalmente rispettoso dei principi costituzionali (visto che, ad esempio, era in quel momento vigente il Lodo Alfano, che fu legge dello Stato dal 23 luglio 2008 al 7 ottobre 2009), era stata agevolmente prevista giusto il giorno prima da Gaetano Azzariti, professore ordinario di Diritto Costituzionale.
La sua descrizione dell'inquietante schiaffo al Presidente della Repubblica, era già nelle edicole quando, la mattina del 6 febbraio 2009, l'equipe medica avviava la progressiva riduzione dell'alimentazione di Eluana ed era dunque già disponibile all'opinione pubblica quando alle 14 il consiglio dei ministri approvava un'illegittimo decreto legge per fermare forzatamente quel protocollo sanitario.


Come già preannunciato da una sua lettera al premier, il Presidente della Repubblica rifiutò la sua firma, necessaria all'emanazione del decreto, poiché non superava le obiezioni di costituzionalità precedentemente espresse e allora, per tutta risposta, alle 20 fu riconvocato il consiglio dei ministri in sessione straordinaria per presentare un disegno di legge, con gli stessi contenuti del decreto, da discutere lo stesso lunedì 9 in una sessione straordinaria dal Senato, che quel lunedì sarebbe dovuto restare chiuso, ma che invece rispose ubbidiente alla chiamata.


Mentre la discussione era in atto, alle 19:35, Eluana abbandonò le sue spoglie mortali, rendendola completamente inutile.


In quel clima rovente, in piena tempesta istituzionale, il prof. Azzariti scrisse parole molto chiare e nette indicando che l'intreccio poteva essere ordinatamente dipanato seguendo in modo corretto le procedure, con l'unico vincolo del rispetto: quello reciproco tra poteri dello Stato e quello per il dettato costituzionale:


"D’altronde i limiti d’intervento del Presidente della Repubblica sono fissati chiaramente in Costituzione. Egli non può interferire con l’attività di governo, non contribuisce a fissare le linee di politica del governo, non può neppure partecipare in modo attivo all’attività legislativa. Dunque è amplissimo lo spazio d’intervento dei soggetti politici governanti. Nulla impedisce al Governo e al Parlamento di svolgere la propria autonoma attività di governo, purché essa si svolga nell’ambito delle competenze costituzionalmente prescritte e nel rispetto integrale della legalità costituzionale. Solo a quel punto – se si fuoriesce dal quadro dei principi espressi in Costituzione – l’intervento del Capo dello Stato è dovuto, così come è dovuto, a quel punto, il rispetto delle decisioni assunte dal garante degli equilibri costituzionali; giudizi presidenziali cui tutti gli attori politici e il Governo della Repubblica in primo luogo, devono sottostare."


Contemplando il passato, rileggendo certe lucide osservazioni e tornando a riflettere sull'attualità, diventa evidente che i rispettivi "limiti d'intervento" dei poteri dello Stato e la "legalità costituzionale" sempre più raramente vengono rispettati dalle istituzioni, almeno in quest'ultimo decennio.
Sembrano ormai concetti fuori moda, come dei "paletti di parole" che a volte la stessa Corte Costituzionale stenta a far rispettare. Ma ci torneremo.


Concludo segnalando che in questo caso, a differenza di molti altri, il Presidente della Repubblica seppe con fermezza ribadire la sua contrarietà e negare la sua firma anche di fronte alla indecente e veemente forzatura imposta dall'esecutivo. Il Parlamento fu invece servo, in questa e in troppe altre occasioni.
Anche su questo torneremo presto.