Di nuovo vedere i loro visi impegnati, i loro sorrisi e poi quelle lamiere, i resti delle auto sventrate e infine gli occhi di Caponnetto mentre dice quelle parole, "è tutto finito..", fa veramente troppo male.
Torce lo stomaco in un modo estremo il pensare a come sarebbe questo paese ora se fossero sopravvissuti.
Mi ha sorpreso sentire che era già pronto per Giovanni Falcone un agguato a Roma con il gruppo di fuoco che già ne stava studiando le abitudini e che invece l'agguato in strada fu annullato e fu deciso di agire a Capaci, in Sicilia..
Il motivo deve essere chiaro a tutti, basta pensarci un attimo, e come ci sono arrivato io ci arriva chiunque: l'omicidio di Falcone doveva essere una dimostrazione di forza della mafia e farlo nella capitale avrebbe significato allargare fin lì, e dunque ovunque, l'ombra nera della sua criminale influenza.
Un cambiamento così netto nella decisione non può che essere esterno all'organizzazione!
Rappresenta infatti un ridimensionamento totale dell'enorme potenza che la mafia voleva mostrare a tutti e serve anche (anzi, per chi lo vede da fuori, per i cittadini normali, serve soprattutto) a far passare l'idea che quelli sono solo affari siciliani, per poter poi tranquillizzare tutti e dire che al di fuori di quella splendida terra martoriata, "la mafia non esiste".
Chi dunque poteva avere tutto l'interesse a far passare un simile messaggio?
Evidentemente chi stava dall'altra parte, e già riceveva gli urli "fuori la mafia dallo stato! fuori la mafia dalla chiesa!", chi voleva tenere intatto lo status quo e chi era pronto a cambiar tutto per non cambiar nulla.
Pochi secondi dopo il racconto di quel primo tentativo sento invece la voce di piero grasso chiedersi "perché", affermare di essersi scervellato in tutti i modi, e sì che di tempo ne ha avuto, ma di non essere venuto a capo del mistero..
Fortunatamente non sono il solo ad avere dubbi su questa persona che dovrebbe fare il Procuratore nazionale antimafia e invece si permette di dire sull'argomento bestialità inaudite.
D'altra parte sta lì grazie ad una norma questa volta contra personam, contro Gian Carlo Caselli, voluta dal terzo governo berlusconi e successivamente dichiarata illeggittima dalla Corte Costituzionale.
Un tale carico di esibita stupidità è sospetta e fa rima con complicità.
E non è certo la prima persona che mi ci fa pensare in questi anni, siamo circondati e governati di gente che troppo bene riesce a NON adempiere al proprio ruolo o a fare straordinariamente male quel che dovrebbe.
È ora di cambiare e di cominciare ad agire ed a parlare come si deve.

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