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mercoledì 21 gennaio 2015

Destabilizzare per stabilizzare - un esempio verbale

A domanda diretta "dimmi un atto ostile che avete fatto nei confronti di berlusconi in vent'anni, dimmi una legge che gli avete cancellato che lui ha fatto", veltroni rispose citando una manifestazione sindacale! Del 1994, quando il pd era molto di là da venire!!

Allora, volendo parlare del passato remoto, perché non chiedergli delle malelingue secondo cui nell'85, in cambio della concessione di Rai3 al PCI, egli avrebbe dato una manina a ratificare il decreto craxi che fermava il sequestro delle tv del biscione?

Nello studio di Servizio Pubblico Walter fu ospite come membro della Commissione Antimafia, avrebbero potuto chiedergli come mai ha voluto sloggiare il giornalista e scrittore attivo contro la 'ndrangheta Franco Laratta, per fargli posto, proprio mentre la sua vera nemesi brigava per giungere a capo dell'ambito Copasir? Forse per mostrare ancora quell'attivismo a parole, per poter ripetere il solito "se ne occupi l'Antimafia!" e tornare a farsi 'bello' sotto i riflettori?

Quella sera Walter disse alcune cose che mi colpirono, alcune vere e proprie bombe e alcune cose ridicole da pompiere conservatore.

Eccone alcune:
  • "quello che la sinistra non ha mai fatto è stato proporsi di diventare maggioranza sulla base di un programma riformista" RIDICOLO, quello che non hanno mai fatto è un programma comunista!
  • "vorrei ricordare che hollande non ha mai citato sarkozy, che obama non ha mai avuto un atteggiamento conflittuale con gli avversari" FALSO! Come giustamente gli fa notare Travaglio, se non sei percepito nettamente diverso dall'avversario, opposto, perché dovrebbero votare te?
  • "l'errore vero è stato non fare la legge sul conflitto d'interesse" un bel #GAC su cui prende l'applauso pur avendo avuto anche lui qualche responsabilità, ad esempio avrebbe potuto spingere in quel senso da segretario del maggior partito che sosteneva il governo prodi, ha preferito farlo cadere.
  • "si vincono le elezioni prendendo voti anche allo schieramento avversario" Si, insisti pure, ma se ti presenti direttamente di là fai prima, magari ne prendi anche di più!
Poi: "la regola in democrazia è l'alternanza" ma ben più importante sarebbe rispettare le regole del gioco e costringere il proprio avversario a fare lo stesso!

Di seguito, insiste di nuovo sul tema e si spinge pure a concordare nel rappresentare delle 'larghe intese' come fallimento della politica, ma ne individua le motivazioni così: "perché non si è voluto mettere mano alle riforme instituzionali che si dovevano fare che DEVONO creare una democrazia dell'alternanza" schierandosi per un 'sistema semi-presidenziale, con doppio turno' e "con un parlamento che controlli di più"!

Poi si lancia a citare Calamandrei affibbiandogli un "le democrazie muoiono spesso per l'incapacità dei governi democratici di decidere, per la frammentazione, per la vischiosità", per continuare con: "noi abbiamo avuto con il fascismo il potere, con la democrazia la libertà ma non il potere, dobbiamo cercare di riunificare la libertà con il potere in un equilibrio di tipo francese tra un governo che deve riuscire a governare e il controllo affidato al parlamento in maniera ancora più rigorosa sulla base dell'esperienza anglosassone.."

Ma Walter, hai fatto le medie? Prima del fascismo la libertà c'era ma fu concesso di togliercela con la forza e furono gli organismi di garanzia a non funzionare, il re lasciò mano libera.
Se è vero che c'era un governo che non sapeva decidere, passammo a uno che sapeva farlo fin troppo bene, e decideva tutto lui, per tutti!
Si chiama comandare.


Quindi, tornando alle riforme, sei per dare più poteri al presidente (quale? quello del consiglio o quello della repubblica??) ma anche per un parlamento più forte? Bene, che fortuna! Perché vuol dire che sei per un'architettura costituzionale come quella che GIÀ abbiamo!!
E se vai un po' a vedere, l'unica cosa che non va bene è che i due presidenti, quasi a turno, neanche si fossero messi d'accordo, invadono le prerogative del Parlamento, comprimendone libertà, indipendenza, azione!
Quindi vai, stracciati le vesti per far rispettare veramente la sovranità del popolo che si esercita nell'azione parlamentare e affinché gli istituti di garanzia, come il presidente della Repubblica, facciano bene il proprio lavoro, invece di dire idiozie!!


E smessi i panni dell'azzeccagarbugli costituzionalista, sempre dimentica di evidenziare un dettagliuccio che nessun 'berlingueriano' vero avrebbe trascurato mai, porre la questione morale nel modo più naturale, anzi semplicemente citarla perché già sotto gli occhi di tutti: c'è una parte nettamente allergica alle regole democratiche, alla trasparenza e ai principi costituzionali, senza il rispetto delle quali l'alternanza di cui continua sempre a riempirsi la bocca diventa tra un governo normale e uno di ladri! Ti sembra quello che accade in ogni 'normale democrazia'?
E comunque, se una parte (magari tu Walter) 'gioca secondo le regole' e l'altro no, ti sembra una cosa corretta?! Lo vorrai dire? Cosa diventi se non lo dici?
Un complice.

Lo sai o no che tutti questi bei discorsi che fai non sono verosimili perché non c'è una neutralità del mezzo, il confronto politico non si svolge sullo stesso piano!


E si che lo sai! Anzi parti con delle bombe che ammutoliscono lo studio:
"mah, la storia italiana purtroppo è una storia in cui tutti i passaggi, tutte le fasi di transizione sono state accompagnate da interventi esterni che ne hanno condizionato l’esito, di volta in volta quando il sistema mostrava la sua fragilità, ed è capitato molte volte, o quando si stava per aprire la prospettiva di uno sblocco a sinistra della crisi di un vecchio equilibrio, interveniva qualcosa: 1969 o se vogliamo risalire ancora più indietro il '64, il ’tintinnar di sciabole’ durante il primo centrosinistra e poi negli anni del PCI di Berlinguer, la bomba di Brescia e poi il rapimento di Moro e poi il ’92-’93! 
Sono tutti momenti nei quali l’Italia stava andando da una parte e qualcuno, non necessariamente la porta dalla parte opposta, ma la lascia ferma. Perché la caratteristica di questi interventi è la strategia di una destabilizzazione volta a stabilizzare, cioè a lasciare il potere esattamente così com’è. C’è un rischio analogo oggi? Si c’è.." 
Poi parli di Preiti e spinto da Santoro fai considerazioni molto precise su Falcone e sulle modalità dell'attentato che l’ha ammazzato, e dici due cosucce parecchio pesanti: “Falcone era intervenuto rompendo il patto tra un pezzo del potere italiano e la mafia perché la vera storia di questi anni sta nel fatto e secondo me questa è la spiegazione della scelta di riina, che la mafia ha sempre avuto un rapporto col potere italiano, il rapporto era in particolare con la democrazia cristiana e con una corrente della democrazia cristiana, quella che faceva capo ad andreotti, per essere chiaro dirlo oggi può apparire persino spiacevole [perché?] averlo detto ieri aiuta ad un’interpretazione di quello che è accaduto, tanto è vero che uccidono salvo lima e poi uccidono salvo, mandano chiaramente un messaggio, come a dire andreotti, quella democrazia cristiana, che con noi hai trattato per tanto tempo, che ci hai garantito impunità, che in Cassazione ci consentivi ogni volta di uscirne incolumi, com’è che questa volta ci fai andare tutti quanti in galera? E lì, anche perché c’è stato l’89, è finito un certo mondo, la situazione esplode”.

Ecco, questo 'signore' che è venuto in Commissione Antimafia non si sa per far cosa, "ho passato quattro anni in antimafia a cercare di capire la verità" dice, è venuto nella tana dei lupi Santoro e Travaglio a dire alcune cose da rivoluzionario e altre da gattopardo, ossia è venuto a giocare a fare il rivoluzionario ma fino a un certo punto!
A puntare il dito contro i servizi "deviati" e la massoneria, contro chi cerca il voto di scambio e poi contro un livello superiore ma impalpabile, intoccabile, innominabile e dunque imprendibile!
Forse addirittura inconcepibile, insomma un mistero dogmatico!
Perché qualcuno ci sarà - come gli ripete continuamente Travaglio, che propone pure nomi in alto, ma a lui no, a Walter quei nomi non piacciono, sulla loro onestà ci mette la mano sul fuoco - ma non si sa e non si può sapere, quindi Walter sembra dirci tanto vale che ci scordiamo di poter sapere la verità, di poter avere giustizia!

Cerco di capire, quindi lui è in Commissione Antimafia per capire la verità ma in trasmissione è venuto per NON dircela e per convincerci che napolitano non c'entra nulla.

Capisco che venuto a fare il pompiere, peggio, è venuto a destabilizzare - con quell'inizio dirompente - per poi stabilizzare, con le sue parole da pompiere che dicono SOLO 


mercoledì 1 agosto 2012

premi, titoli, opinioni ed altre ovvietà.

Se ci fosse un premio allo sciacallaggio il tal Stefano Menichini probabilmente lo ruberebbe:

"A parte l’obiettivo infamante – raggiunto con la più estrema delle conseguenze ai danni di Loris D’Ambrosio – l’operazione di azzoppamento del presidente della repubblica non è andata in porto. La nota di ieri ricorda a tutti che il Quirinale rimane il presidio finale delle decisioni istituzionali."

A parte il fatto che Napolitano gareggia con Cossiga per essere il peggior capo dello Stato degli ultimi 150 anni, titolo che probabilmente vincerà, è con vivo e vibrante sdegno che segnaliamo la molta fantasia del succitato Menichini che si accoda, insieme a tutte le altre pecore della nostra "informazione" nell'accusare il Fatto Quotidiano per l'infarto che ha colpito il consigliere D'Ambrosio, magari sperando così di zittirli o chissà.
Una "informazione" davvero di regime, visto che l'oggetto della contestazione di Napolitano alla Procura di Palermo è, di fatto, la lesione di una pretesa ma totalmente inventata maestà.
A forza di chiamarlo "re Giorgio", il "nonno" c'ha creduto.

Sarebbe invece il caso, per tornare a parlare dei fatti e non delle solite opinioni, di elencare le mancanze di "re Giorgio" invece di queste supposte prerogative, come per esempio la prima mancanza, che è anche l'ultima: non aver sciolto le camere ignorando i molti e diversi motivi per farlo.
Prima per la manifesta indegnità di troppi suoi componenti, indegnità evidente fin da subito, cui si è aggiunta, come automatico corollario, l'incapacità a svolgere l'altissimo compito loro affidato dalla Costituzione.
Indegnità che però non è bastata a Napolitano, cui non sono bastate e non bastano neppure le successive conferme d'indegnità giunte in forma di respinte alle varie richieste di arresto e di altre vergognose votazioni che nessun degno Presidente della Repubblica avrebbe tollerato e che nessun pubblico funzionario avrebbe potuto né dovuto permettere!

Infine non sono bastate e non bastano neppure le ampie prove di un mutato equilibrio politico nel Paese che hanno fornito tutte le recenti consultazioni elettorali.
E chissà quanto ancora dovremo scrivere, dire, ricordare e insistere su norme ovvie per tutti tranne per chi deve rispettarle..

lunedì 18 giugno 2012

Prendono i nostri soldi e li buttano via.

Due conti al volo in una settimana qualunque, quella dal 5 al 10 giugno ad esempio, quindi a valle delle inutili polemiche sull'inutile parata:

Il 5 l'ottimo Luca Teolato ci mostra come il Campidoglio butterà 33 milioni di euro ma potrebbe arrivare a circa 600.
Il 6 qui si parla del salvataggio del per niente onorevole senatore sergio de gregorio e di 23 milioni di euro, certo è solo una goccia nel fiume di denaro pubblico che certi figuri coi posteriori bene accomodati su onorevoli poltrone gestiscono ed usano come propri, ma questo ed altri casi sono utili per ricordarci, se mai ce ne fosse bisogno, che questo è il parlamento più indegno della storia italiana.
Leggiamo poi di un governatore con qualche macchia ma di sicuro senza paura, soprattutto del ridicolo, che pur col mandato agli sgoccioli in quanto imputato di voto di scambio e in procinto di essere mandato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, nomina, in perfetto conflitto d'interessi, un costruttore, presunto santo dell'antimafia, assessore alle infrastrutture! E anche il pensiero vola ai miliardi volati negli appalti truccati, nelle megaopere pubbliche inutili se non dannose ed al peso che tutto ciò ha sui cittadini, da un punto di vista economico, sociale ed ambientale.
Qui veniamo a sapere che stranamente il governo viene battuto in un emendamento al decreto sulla legge spending review estendendo quindi i poteri di Enrico Bondi non solo agli enti ed alle società pubbliche ma anche su su fino ai "più alti" organi costituzionali dandoci una flebile speranza che il fiume di cui abbiamo appena parlato possa venir arginato.

Il 7 è la giornata delle "autorità indipendenti": non solo l’AGCOM ed alla autorità sulla Privacy «sono ormai entrate anche esse a pieno titolo nella solita dinamica della lottizzazione spartitoria» ma addirittura, come ci scrive l'instancabile e bravissimo Alessio Liberati, impugnare quelle nomine non servirebbe a migliorare la situazione!!
Si continua scoprendo che la Corte Europea dei diritti dell’uomo e del cittadino ha deciso che
L’Italia paga il conto di Rete4 per il sopruso compiuto da berlusconi e il suo fido a danno dell'imprenditore Di Stefano e di questo dobbiamo ringraziare anche chi negli anni ha DORMITO sulla poltrona dell'agcom!
E si prosegue con la protesta dei lavoratori dell'Isfol contro lo smantellamento di questo ente minacciato, come altri enti di ricerca pubblici, “che vanno razionalizzati perché non hanno funzionato come si deve”, spiega una delle lavoratrici in corteo per arrivare alla fine a costituire un’Agenzia unica, magari sotto forma di Spa da regalare all'ennesimo burattino che serva solo a gestire un comparto decisivo senza alcun controllo che non sia quello del potente di turno.
In chiusura, mentre qualcuno teme di finire impiccato sotto a un ponte, ci strappa un sorriso sapere di un testimone oculare di certe "cene eleganti" che vuole parlare, sorriso che si spegne però al cospetto, ancora, dello spettro della prescrizione.

L'8 leggiamo dell'ennesimo schiaffo che i cittadini del Lazio subiscono dalla protervia della polverini che prende un "navigato" ex-trombato del pdl che si oppose con tutte le forze allo scioglimento del suo comune, Fondi, per mafia e che fu anche arrestato per una vicenda di appalti per la gestione dei rifiuti e ritiene abbia il cv giusto per guidare la commissione “Scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università”, probabilmente per dare l'esempio giusto ai giovani!
Apprendiamo poi come, a forza di «seguire i soldi», come diceva Giovanni Falcone, si possa partire dalla BPM ed arrivare alla 'ndrangheta e di come, dopo i due anni di "limbo" seguiti alla sentenza d'appello sull'irruzione nella scuola genovese durante il G8 del 2001, anni che hanno già cancellato per prescrizione i reati “violenti”, come le lesioni, a pochi giorni dall’approdo in Cassazione, una manina o una manona cambia il presidente del collegio che avrà quindi pochissimo tempo per studiare le carte..Ancora e sempre vi sono personaggi che premono per ostacolare la giustizia ed occultare la verità.
Infine, per carità di patria, fermiamoci qui scoprendo come il governo le stia inventando tutte per trasformare ancora di più il terremoto in un disastro per i cittadini con trappole ed inganni che gareggiano in iniquità con quello che gli Aquilani hanno dovuto subire e subiscono: non solo le spese relative alla demolizione degli edifici lesionati potrebbero ricadere sulle spalle della popolazione, ma addirittura c'è chi spinge per una "rc-casa" così da permettere alle assicurazioni di essere ancora più invasive nella nostra vita, magari di fare cartello ed influenzare il mercato, come fanno già nel settore auto, arrivando perfino, ipotizza qualcuno, a spingere per mettere un incompetente a guida dell'INGV.

Per il 9 segnaliamo "solo" un tema che farebbe crollare qualsiasi paese che avesse l'ardire di definirsi democratico: la trattativa.
L'Italia scopre che s'indaga su un ex ministro della Repubblica, ex uomo politico di primissimo piano e più l'edificio accusatorio si mostra nella sua solidità più si fanno evidenti i segni di fastidio e nervosismo di esponenti politici di ogni colore, come a corroborare, avvalorare, confermare le accuse.
Nervosismo che ieri è arrivato su su fino al quirinale, che ha reagito in modo RISIBILE.

Infine per il 10 ci affacciamo sul fronte internazionale ma, non potendo raccontarvi di come lo Stato è caduto nel trappolone dei derivati, che sono già storia vecchia, vi segnaliamo dei 675 milioni che lo Stato regala a microsoft, fujitsu e altre belle compagnie.




martedì 22 maggio 2012

è davvero impossibile la normalità in questo paese?







Di nuovo vedere i loro visi impegnati, i loro sorrisi e poi quelle lamiere, i resti delle auto sventrate e infine gli occhi di Caponnetto mentre dice quelle parole, "è tutto finito..", fa veramente troppo male.
Torce lo stomaco in un modo estremo il pensare a come sarebbe questo paese ora se fossero sopravvissuti.

Mi ha sorpreso sentire che era già pronto per Giovanni Falcone un agguato a Roma con il gruppo di fuoco che già ne stava studiando le abitudini e che invece l'agguato in strada fu annullato e fu deciso di agire a Capaci, in Sicilia..

Il motivo deve essere chiaro a tutti, basta pensarci un attimo, e come ci sono arrivato io ci arriva chiunque: l'omicidio di Falcone doveva essere una dimostrazione di forza della mafia e farlo nella capitale avrebbe significato allargare fin lì, e dunque ovunque, l'ombra nera della sua criminale influenza.
Un cambiamento così netto nella decisione non può che essere esterno all'organizzazione!

Rappresenta infatti un ridimensionamento totale dell'enorme potenza che la mafia voleva mostrare a tutti e serve anche (anzi, per chi lo vede da fuori, per i cittadini normali, serve soprattutto) a far passare l'idea che quelli sono solo affari siciliani, per poter poi tranquillizzare tutti e dire che al di fuori di quella splendida terra martoriata, "la mafia non esiste".
Chi dunque poteva avere tutto l'interesse a far passare un simile messaggio?
Evidentemente chi stava dall'altra parte, e già riceveva gli urli "fuori la mafia dallo stato! fuori la mafia dalla chiesa!", chi voleva tenere intatto lo status quo e chi era pronto a cambiar tutto per non cambiar nulla.

Pochi secondi dopo il racconto di quel primo tentativo sento invece la voce di piero grasso chiedersi "perché", affermare di essersi scervellato in tutti i modi, e sì che di tempo ne ha avuto, ma di non essere venuto a capo del mistero..
Fortunatamente non sono il solo ad avere dubbi su questa persona che dovrebbe fare il Procuratore nazionale antimafia e invece si permette di dire sull'argomento bestialità inaudite.
D'altra parte sta lì grazie ad una norma questa volta contra personam, contro Gian Carlo Caselli, voluta dal terzo governo berlusconi e successivamente dichiarata illeggittima dalla Corte Costituzionale.
Un tale carico di esibita stupidità è sospetta e fa rima con complicità.

E non è certo la prima persona che mi ci fa pensare in questi anni, siamo circondati e governati di gente che troppo bene riesce a NON adempiere al proprio ruolo o a fare straordinariamente male quel che dovrebbe.

È ora di cambiare e di cominciare ad agire ed a parlare come si deve.