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domenica 9 febbraio 2014

Due domandine su dignità e sovranità

Chi conosce le statistiche di accesso a questo blog sa che non ci piacciono i post popolari. Oggi vogliamo farci un paio di domande sorte naturalmente da un pezzo del sempre ottimo Marco Lillo, che non ha ricevuto la meritata visibilità e che cito: 
"I pm napoletani quel giorno chiedono increduli: “Cioè loro (il Pdl, ndr) individuavano la Camera di appartenenza in relazione a quella dove era più possibile non avere l’autorizzazione a procedere?”. E De Gregorio conferma. Ieri il Senato, dove si sono fatti eleggere Verdini e Berlusconi non è stato un valido scudo. Anche se la costituzione di parte civile del Senato rischia di essere un bel segnale simbolico in un processo nato morto."
Passando sopra le valutazioni etiche e morali (ormai non solo inutili ma addirittura fuori moda..) che da tali parole potrebbero facilmente scaturire, a proposito dei comportamenti e della stessa natura di una parte politica che conosciamo, ci chiediamo dunque: la prescrizione si può allungare? E il processo in corso si gioverebbe di una tale modifica o ciò non è permesso dalla natura garantista della nostra legislazione?

Cominciando dalla fine: l'ultima volta che ho visto, a poter incidere su processi in corso, acquisendo così valore retroattivo, sono solo le norme con effetti 'favorevoli all'imputato'. Dunque no, ha ragione Lillo, questo sembrerebbe proprio un 'processo nato morto'. 

E però non credo ciò fosse un mistero: essendo note la lunghezza della prescrizione e la data del misfatto, lo sapevano di certo tutti i senatori, quelli che hanno votato 'si' e quelli che hanno scelto il 'no'! E lo sapeva certamente il presidente Grasso che ci ha fatto una gran figura (o per meglio dire ha risparmiato al Senato l'ennesima onta).
Ma allora, a ben guardare, che figura ci fa il Senato nel costituirsi, perdipiù in un modo apparso molto controverso e contrastato, parte civile in un 'processo nato morto'? Aveva senso una tale, apparentemente aspra contrapposizione?

La conseguenza di una sentenza di prescrizione sarebbe allora una evidente ed eclatante manifestazione dell'impossibilita di ottenere giustizia in questo paese.. Perfino quando la parte lesa è un ramo del Parlamento, la sua istituzione più alta, 'sovrana', addirittura!!
Bella sovranità di Pulcinella..

Torniamo dunque alla prima domanda: la prescrizione si può allungare? Ossia, è possibile cominciare a riparare ai danni che il berlusconismo ha inferto a questo paese o dobbiamo ancora aspettare molto tempo prima di riprenderci un po' di dignità?

Nota a margine: la scelta di Grasso è sembrata molto coraggiosa, e così intrinsecamente carica di dignità, da suscitare in molti l'auspicio che egli possa succedere a Napolitano.
Accedere in soli 7 anni (o anche meno) alla più alta carica individuale prevista dalla Costituzione, sarebbe certamente la più fulminante carriera politica mai vista!
Non è la prima volta che tali auspici si presentano e siamo convinti non sarà l'ultima.

martedì 22 maggio 2012

è davvero impossibile la normalità in questo paese?







Di nuovo vedere i loro visi impegnati, i loro sorrisi e poi quelle lamiere, i resti delle auto sventrate e infine gli occhi di Caponnetto mentre dice quelle parole, "è tutto finito..", fa veramente troppo male.
Torce lo stomaco in un modo estremo il pensare a come sarebbe questo paese ora se fossero sopravvissuti.

Mi ha sorpreso sentire che era già pronto per Giovanni Falcone un agguato a Roma con il gruppo di fuoco che già ne stava studiando le abitudini e che invece l'agguato in strada fu annullato e fu deciso di agire a Capaci, in Sicilia..

Il motivo deve essere chiaro a tutti, basta pensarci un attimo, e come ci sono arrivato io ci arriva chiunque: l'omicidio di Falcone doveva essere una dimostrazione di forza della mafia e farlo nella capitale avrebbe significato allargare fin lì, e dunque ovunque, l'ombra nera della sua criminale influenza.
Un cambiamento così netto nella decisione non può che essere esterno all'organizzazione!

Rappresenta infatti un ridimensionamento totale dell'enorme potenza che la mafia voleva mostrare a tutti e serve anche (anzi, per chi lo vede da fuori, per i cittadini normali, serve soprattutto) a far passare l'idea che quelli sono solo affari siciliani, per poter poi tranquillizzare tutti e dire che al di fuori di quella splendida terra martoriata, "la mafia non esiste".
Chi dunque poteva avere tutto l'interesse a far passare un simile messaggio?
Evidentemente chi stava dall'altra parte, e già riceveva gli urli "fuori la mafia dallo stato! fuori la mafia dalla chiesa!", chi voleva tenere intatto lo status quo e chi era pronto a cambiar tutto per non cambiar nulla.

Pochi secondi dopo il racconto di quel primo tentativo sento invece la voce di piero grasso chiedersi "perché", affermare di essersi scervellato in tutti i modi, e sì che di tempo ne ha avuto, ma di non essere venuto a capo del mistero..
Fortunatamente non sono il solo ad avere dubbi su questa persona che dovrebbe fare il Procuratore nazionale antimafia e invece si permette di dire sull'argomento bestialità inaudite.
D'altra parte sta lì grazie ad una norma questa volta contra personam, contro Gian Carlo Caselli, voluta dal terzo governo berlusconi e successivamente dichiarata illeggittima dalla Corte Costituzionale.
Un tale carico di esibita stupidità è sospetta e fa rima con complicità.

E non è certo la prima persona che mi ci fa pensare in questi anni, siamo circondati e governati di gente che troppo bene riesce a NON adempiere al proprio ruolo o a fare straordinariamente male quel che dovrebbe.

È ora di cambiare e di cominciare ad agire ed a parlare come si deve.