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venerdì 16 gennaio 2015

Bonino?

Mi scuso con i suoi sostenitori, in particolare con gli estensori della sua sviolinata pagina su wikipedia ma qui si parlerà d’altro.

"Onorevole” dal ’75 coi radicali, è stata di nuovo eletta nel ’94 con forza italia restandone alleata, in ottima compagnia: buttiglione, gasparri e giovanardi, fino al 2006



quando è passata, evidentemente con convinzione, al centrosinistra per costituire, udite udite, una "delegazione radicale nel pd";
per essere tra i maggiori rappresentanti di un partito tra i più piccoli, ha trovato il modo di cumulare un gran numero di incarichi e di essere candidata a quasi tutto il resto (qui un’altra radiografia).
Insomma, fu ministro sotto letta ma le larghe intese ce le ha nel sangue da sempre!

In pochi ricordano che nel 1994, in un comi­zio a Palermo in compagnia di tiziana parenti espresse forti opi­nioni con­tra­rie alle inda­gini su mafia e politica (ne saranno contenti in molti) e che chiamò, alla faccia del pacifismo, “guerra giu­sta” l’aggressione alla Jugo­sla­via del 1999 anno in cui berlusconi la propone una prima volta al quirinale dopo averle fatto ottenere la nomina a commissario europeo nel 1994.
A proposito di coerenza: anche alla vigilia della svolta del 2006 dichiarava apprezzamento per il governo berlusconi (le varie leggi ad personam, dalla gasparri alla frattini, dal lodo schifani al falso in bilancio, dalla cirami alle rogatorie alla cirielli) e, visto che ora è tornato di moda parlare di libertà di espressione, ricordiamoci che nel 2010 il voto radi­cale in commissione di Vigi­lanza Rai fu deci­sivo per chiu­dere i talk show e abo­lire l'approfondimento tv prima delle elezioni.

Al suo partito vanno riconosciuti anche altri meriti, sicuramente un dialogo del tutto particolare, unico, con i terroristi italici di ogni "colore": aver portato in parlamento il terrorista toni negri per salvarlo dal carcere, ma anche solidarietà e richiesta di grazia per mambo e fioravanti, berlusconi si starà fregando le mani.

Ma soprattutto aver inflazionato e praticamente neutralizzato il maggiore istituto di “democrazia diretta”, quello referendario (ci hanno fatto votare 50 referendum in 22 anni) i cui contenuti sono parecchio discutibili, come scrive ancora Travaglio:
"Molte delle sue battaglie, referendarie e non, coincidono col programma berlusconiano: dalla deregulation del mercato del lavoro (con tanti saluti allo Statuto dei lavoratori, articolo 18 in primis) alla campagna contro le trattenute sindacali in busta paga […] e soprattutto della giustizia: separazione delle carriere fra giudici e pm, amnistia, abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile delle toghe e no all’autorizzazione all’arresto per parlamentari accusati di gravi reati: perfino Cosentino, imputato per camorra."


Tornando ad Emma (le do del tu dalla sua ultima, indimenticabile, sciagurata avventura elettorale), dei fatti personali di chi è chiamato a responsabilità pubbliche non mi piace parlare, mi limito a segnalare, a chi non lo sapesse, che non ci sono più i radicali di una volta e a dire che se proprio si vuole una donna, Lorenza Carlassare è di gran lunga più competente e certamente indipendente, e ha dimostrato nel corso di un impegno durato diversi anni il suo devoto attaccamento ai veri principi costituzionali, che dovrebbe essere il primo requisito di ogni garante della Carta.

Uno dei compiti più delicati della carica monocratica più alta del nostro paese è la difesa netta e assoluta dei diritti di espressione di tutti, in particolare delle minoranze, quelle parlamentari e quelle nel "paese reale", invece Emma è
Qualcuno ha scritto che "il contesto sociale e politico del paese non è dei più semplici ed eleggere un politico navigato e di lungo corso rischierebbe di far crescere il malcontento", beh Emma di mestiere fa politica almeno dal '75, chi più navigato di lei?

Insomma, ben lungi dall'essere un nome "divisivo", competente e veramente progressista, è certamente molto popolare, molti la dipingono come pacifista, attenta ai diritti civili specialmente quelli delle donne e ricordano il suo impegno in tante cose buone e giuste magari de sinistra, ma come abbiamo visto insieme le cose non stanno esattamente così e a mio modo di vedere Emma è ben più vicina a una variante (forse un filo più progressista) dei programma dei repubblicani americani, in perfetta continuità col migliorismo del pet communist napolitano e purtroppo questo la rende una scelta molto probabile.

Ma io spero non tocchi a lei.

mercoledì 1 agosto 2012

premi, titoli, opinioni ed altre ovvietà.

Se ci fosse un premio allo sciacallaggio il tal Stefano Menichini probabilmente lo ruberebbe:

"A parte l’obiettivo infamante – raggiunto con la più estrema delle conseguenze ai danni di Loris D’Ambrosio – l’operazione di azzoppamento del presidente della repubblica non è andata in porto. La nota di ieri ricorda a tutti che il Quirinale rimane il presidio finale delle decisioni istituzionali."

A parte il fatto che Napolitano gareggia con Cossiga per essere il peggior capo dello Stato degli ultimi 150 anni, titolo che probabilmente vincerà, è con vivo e vibrante sdegno che segnaliamo la molta fantasia del succitato Menichini che si accoda, insieme a tutte le altre pecore della nostra "informazione" nell'accusare il Fatto Quotidiano per l'infarto che ha colpito il consigliere D'Ambrosio, magari sperando così di zittirli o chissà.
Una "informazione" davvero di regime, visto che l'oggetto della contestazione di Napolitano alla Procura di Palermo è, di fatto, la lesione di una pretesa ma totalmente inventata maestà.
A forza di chiamarlo "re Giorgio", il "nonno" c'ha creduto.

Sarebbe invece il caso, per tornare a parlare dei fatti e non delle solite opinioni, di elencare le mancanze di "re Giorgio" invece di queste supposte prerogative, come per esempio la prima mancanza, che è anche l'ultima: non aver sciolto le camere ignorando i molti e diversi motivi per farlo.
Prima per la manifesta indegnità di troppi suoi componenti, indegnità evidente fin da subito, cui si è aggiunta, come automatico corollario, l'incapacità a svolgere l'altissimo compito loro affidato dalla Costituzione.
Indegnità che però non è bastata a Napolitano, cui non sono bastate e non bastano neppure le successive conferme d'indegnità giunte in forma di respinte alle varie richieste di arresto e di altre vergognose votazioni che nessun degno Presidente della Repubblica avrebbe tollerato e che nessun pubblico funzionario avrebbe potuto né dovuto permettere!

Infine non sono bastate e non bastano neppure le ampie prove di un mutato equilibrio politico nel Paese che hanno fornito tutte le recenti consultazioni elettorali.
E chissà quanto ancora dovremo scrivere, dire, ricordare e insistere su norme ovvie per tutti tranne per chi deve rispettarle..

martedì 22 maggio 2012

è davvero impossibile la normalità in questo paese?







Di nuovo vedere i loro visi impegnati, i loro sorrisi e poi quelle lamiere, i resti delle auto sventrate e infine gli occhi di Caponnetto mentre dice quelle parole, "è tutto finito..", fa veramente troppo male.
Torce lo stomaco in un modo estremo il pensare a come sarebbe questo paese ora se fossero sopravvissuti.

Mi ha sorpreso sentire che era già pronto per Giovanni Falcone un agguato a Roma con il gruppo di fuoco che già ne stava studiando le abitudini e che invece l'agguato in strada fu annullato e fu deciso di agire a Capaci, in Sicilia..

Il motivo deve essere chiaro a tutti, basta pensarci un attimo, e come ci sono arrivato io ci arriva chiunque: l'omicidio di Falcone doveva essere una dimostrazione di forza della mafia e farlo nella capitale avrebbe significato allargare fin lì, e dunque ovunque, l'ombra nera della sua criminale influenza.
Un cambiamento così netto nella decisione non può che essere esterno all'organizzazione!

Rappresenta infatti un ridimensionamento totale dell'enorme potenza che la mafia voleva mostrare a tutti e serve anche (anzi, per chi lo vede da fuori, per i cittadini normali, serve soprattutto) a far passare l'idea che quelli sono solo affari siciliani, per poter poi tranquillizzare tutti e dire che al di fuori di quella splendida terra martoriata, "la mafia non esiste".
Chi dunque poteva avere tutto l'interesse a far passare un simile messaggio?
Evidentemente chi stava dall'altra parte, e già riceveva gli urli "fuori la mafia dallo stato! fuori la mafia dalla chiesa!", chi voleva tenere intatto lo status quo e chi era pronto a cambiar tutto per non cambiar nulla.

Pochi secondi dopo il racconto di quel primo tentativo sento invece la voce di piero grasso chiedersi "perché", affermare di essersi scervellato in tutti i modi, e sì che di tempo ne ha avuto, ma di non essere venuto a capo del mistero..
Fortunatamente non sono il solo ad avere dubbi su questa persona che dovrebbe fare il Procuratore nazionale antimafia e invece si permette di dire sull'argomento bestialità inaudite.
D'altra parte sta lì grazie ad una norma questa volta contra personam, contro Gian Carlo Caselli, voluta dal terzo governo berlusconi e successivamente dichiarata illeggittima dalla Corte Costituzionale.
Un tale carico di esibita stupidità è sospetta e fa rima con complicità.

E non è certo la prima persona che mi ci fa pensare in questi anni, siamo circondati e governati di gente che troppo bene riesce a NON adempiere al proprio ruolo o a fare straordinariamente male quel che dovrebbe.

È ora di cambiare e di cominciare ad agire ed a parlare come si deve.

martedì 15 maggio 2012

un passo dopo l'altro si può arrivare lontano

Stasera nel momento del ritorno della premiata coppia Saviano-Fazio, criminalmente osteggiata perché Saviano da Fazio fa un lavoro davvero importante, attirando visibilità su temi che generalmente, COLPEVOLMENTE, non ne hanno, ho scelto di vedere Lucarelliracconta e di (ri)scoprire la storia di un uomo che abbandonò il suo lavoro, la sua passione, per fare quello che riteneva più giusto: mettersi al servizio dei suoi cittadini per rendere migliore la loro vita, la loro cittadina, il loro mare, la stessa terra e l'aria che tutti condividevano, un pescatore che fece così bene il sindaco da farsi rieleggere primo (e credo unico) in Italia con il 100% dei voti: Angelo Vassallo.
La dimostrazione che con le idee giuste, serietà ed abnegazione, un passo dopo l'altro si può realizzare ciò che ad altri appare come un sogno.
Grazie Angelo!
7 agosto 2013