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domenica 19 gennaio 2020

Parenti serpenti

C'era una volta la promessa di un referendum per uscire dall'euro e l'accordo con Nigel Farage, poi ci fu il tentato flirt con l'alde a negare la natura 'euroscettica' del m5s e il 2 di picche ricevuto in risposta, poi venne la liason con la lega per smentire anche in chiave nazionale il "noi alleanze non ne facciamo", poi - dopo aver fatto campagna per "cambiare l'europa da dentro" come dei qualsiasi tsiprasiani fuori tempo massimo - l'abbocco alla von der leyen cui seguì il fin qui definitivo accordo col pd per sbugiardare tutto quanto.
Insomma qui trovate un chiaro e pratico quadro riassuntivo.

Nel seguito invece trovate la trascrizione di un atipico intervento di un 'economista di sinistra' a una 'scuola di formazione politica' di destra che, seppur datato 24 gennaio 2016, descrive in termini che ancor oggi suonano come rivelatori i due partiti che, nati nemici giurati, si trovano oggi insieme al governo.








Domanda: «Hai detto che se Renzi si convertisse dovremmo accoglierlo alla casa del padre»
  
Risposta: «Si dicono tante cose... Comincio col ringraziarvi per l'invito e, visto che siete al termine di una giornata di lavori che suppongo piuttosto intensa, allieto la vostra atmosfera raccontandovi un aneddoto, voi sapete che io sono di sinistra, no?
Quindi avrei dovuto essere a Parigi alla presentazione del piano b europeo della sinistra di sinistra sulla quale poi ci divertiremo abbondantemente, passando per Renzi naturalmente, ma all'ultimo gli organizzatori hanno fatto sapere che c'era un problema con gli oratori. Io pensavo "mah! sono amico di Sapir, che ha preso a pesci in faccia Melenchon un sacco di volte, ho scritto io stesso nel mio blog un post in francese per dire a Melenchon che era l'utile idiota di Hollande, cioè del grande capitale finanziario transnazionale, magari se ne sono accorti e quindi giustamente da fastidio che io intervenga, va bene così".
E invece no, il problema era un'altro, sapete qual'era? Che non sono una donna, avevano bisogno di quote rosa. Allora sono arrivato qua, sono in compagnia di una stupenda relatrice - non Armando, salto una posizione - accolto da due meravigliose ragazze dello staff, le quote rosa le ho trovate qui e ho visto le foto di Parigi: una sala squallida con poche persone. Questa sala è molto bella, l'ultima volta che ci son stato ero seduto al mio clavicembalo, facevamo un concerto di Telemann, Vivaldi e Händel e c'era meno pubblico perché chiaramente la musica del Settecento interessa meno dei problemi dei nostri anni.

Come trattare il giovanotto, cioè Renzi? Ha ragione chi ha parlato prima di me, l'onorevole Saltamartini, abbiamo a che fare con un opportunista, però d'altra parte, noi non possiamo biasimare una persona perché vuole sopravvivere, l'istinto di conservazione ce l'abbiamo tutti e Renzi è in un momento estremamente critico della sua carriera.
C'è il problema della banche, importante non per il percorso aneddotico delle porcate che può aver fatto, non è così rilevante se suo padre, il padre della Boschi, va benissimo è roba per il Fatto quotidiano, che dopo la scomparsa di Berlusconi è rimasto privo di qualcuno di cui parlare male, della sua ragion d'essere, adesso finalmente se Renzi fa qualche porcata il Fatto quotidiano può ricominciare ad avere dei temi rilevanti, il tema rilevante in realtà è un altro: in un paese in cui le banche fanno le banche - cioè prestano soldi agli imprenditori - dopo l'ottavo anno di crisi ormai (perché entriamo nell'ottavo anno di crisi!) è abbastanza chiaro che gli imprenditori essendo sdraiati non possono più restituire regolarmente alle aziende di credito i prestiti che hanno ricevuto
Questo fa si che in Italia ci sia una percentuale anomala di sofferenze rispetto al prodotto interno lordo, quasi il 20% e crescente. Il che significa che vengono iscritte a bilancio a un valore scontato perché tu non puoi mettere a bilancio a 100 delle somme per cui sai che se va bene ti verrà ridato 50, da qui deriva tutta una serie di altre conseguenze, abbiamo tutti visto il modo un po' approssimativo con cui è stata gestita la crisi delle quattro banche, uno degli elementi che - come ci ricorda sempre Claudio Borghi - rende particolarmente critico e approssimativo il modus operandi del governo è l'aver valutato al 17% i crediti inesigibili e se si applicasse lo stesso criterio al Monte dei paschi sarebbe la fine del sistema bancario italiano, ma dopo che il Monte dei paschi in borsa si era più che dimezzato di valore e dopo che Serra aveva fatto ampia incetta delle azioni del Monte dei paschi - Serra è un, non è un nemico di Renzi, come credo sappiate, è quello che gli ha pagato la campagna elettorale, sembra, c'è una simpatia lecita, lo stesso Renzi se sta lì starà simpatico a qualcuno - dopo che questo qui ha fatto una sbaraccatata di azioni, finalmente si è scoperto che il Monte dei paschi è troppo grande per fallire, è stato dichiarato fuori dalle regole del bail-in in quanto 'banca sistemica'.
Vedete il tipo di problematiche che sorgono: faccio sorgere un gran casino, una banca si svaluta, cioè le sue azioni crollano, quando costano poco il mio amico le compra e il giorno dopo si scopre che quella banca non può fallire e le azioni crescono. Guardate che a me questo non scandalizza, fa parte di come funziona il capitalismo. Se vi leggete Stendhal, però non solo 'Il rosso e il nero' e 'La certosa di Parma', i romanzi un pochino più di nicchia, quelli da intellettuali per esempio 'Lucien Leuwen', c'è una storia di insider trading che è esattamente questa: il re - che a quel tempo faceva un po' quello che fa oggi Renzi, cioè il comitato d'affari della grande finanza internazionale, in Francia - interviene e fa delle operazioni di insider trading. È sempre successo, non è questo che mi scandalizza, punto fondamentale è che c'è una tendenza oggettiva.

Prima l'onorevole parlava di 'questa Europa', noi non abbiamo 'un'altra Europa', l'Europa è questa, non c'è questa Europa perché non c'è un'altra Europa. Il disegno di integrazione europea è un disegno insensato a prescindere dalla dimensione economica, a prescindere dalla dimensione monetaria, è un disegno che ha delle radici geopolitiche lunghe molto evidenti, assolutamente banali: l'Europa continentale sostanzialmente ha perso una guerra, mezza Francia non era con gli Alleati, tutta la Germania e tutta l'Italia erano nell'Asse, vi risparmio le frattaglie, la Spagna era fuori perché aveva risolto prima i suoi problemi come sapete - cioè con la dittatura di Franco che poi ci saremmo portati fino all'epoca della gioventù - serviva un cuscinetto fra gli Stati Uniti e il Patto di Varsavia, serviva che noi stessimo insieme, questo è il motivo per cui ci è stata istillata l'idea degli Stati Uniti d'Europa, un'idea che non ha senso e che fatalmente implica la distruzione della politica.
Direte 'mah, della politica che me ne frega? basta pagare poche tasse, fare il mio lavoro, alzarmi la mattina, avere un lavoro', ma la politica è anche questo, la politica è la vostra possibilità maggiore o minore di poter rappresentare i vostri interessi e soddisfare queste vostre ambizioni, il disegno europeo nasce sul presupposto che voi non contate niente, conta quello che decidono gli oligarchi.
Questa non è un'idea mia, ve l'hanno detto loro, già nel manifesto di Ventotene si dice che il metodo democratico deve essere soppresso perché il popolo poverino non sa quello che c'è da fare quando ci sono problemi, quando c'è una crisi.
Queste persone ancora oggi che c'è una crisi, diversa, meno grave di quella bellica, pensano che voi non sappiate dove andare e pensano quindi di doversi sostituire al processo politico.

Venire qui per me è un'operazione un po' delicata - la faccio con grande piacere - perché se Matteo Salvini è l'unico politico che ha riconosciuto esplicitamente il valore del lavoro di analisi e anche di diagnosi della crisi che ho fatto, non vedo perché mi debba stare antipatico uno che parla bene di me rispetto a uno che mi calunnia, poi magari non la penso come lui su tante cose ma chiaramente non ci può essere animosità.
Al di là delle simpatie o antipatie personali, per me essere qui è una cosa molto delicata perché chiaramente poi succede che vado in televisione e mi trovo di fronte il politico di turno che mi dice 'ah ma tu sei l'ideologo della lega!' La figurella la fa lui perché chiaramente questo tipo di argomenti denunciano l'impossibilità di confrontarsi sui temi però essere qui banale non è, non è che sono l'eroe di sinistra che fa l'incursione nel campo nemico - tutt'altro, caso mai sarebbe... - però apprezzo l'apertura che fa Salvini e nel suo messaggio c'è una cosa che apprezzo tantissimo e credo che sia il vero punto di forza - che secondo me Renzi ha totalmente perso di vista - è l'aspirazione alla normalità, cioè proporre come obiettivo quello di fare quella cosa che oggi è diventata rivoluzionaria, cioè fare una vita normale, ed è diventata rivoluzionaria perché il capitale e non 'asinistra ha fatto la rivoluzione e ha vinto lui. E adesso noi dobbiamo riprenderci quello che è nostro.»


Domanda: «Mi ha ispirato il tuo riferimento a Stendhal e mi è venuto in mente che Tolstoj scrisse un piccolo saggio, non molto famoso, 'Perché la gente si droga' e anticipava in qualche modo la fine di quel concetto che poi divenne il marxismo, il comunismo, cioè gli individui si faranno infarcire da nuovi bisogni da cui saranno dipendenti e quindi il mercato diventerà il loro nuovo padrone.
Dicevi "io sono di sinistra, ma sono qui", il punto non è che in Italia ti manca un contenitore importante di sinistra? Se la sinistra è venuta meno per la trasformazione delle classi operaie che si sono imborghesite ma è di sinistra o di destra quello che sta invece creando una nuova forma di assistenzialismo che si trasforma nell'elemosina di stato a quello che viene sottratto un lavoro per rimanere a casa?»

Risposta: «Una bella domanda, molto ricca, intanto vorrei rimarcare una cosa, quando ero giovane io c'erano ancora 'le Frattocchie', che era una scuola di formazione politica permanente del partito comunista. A quell'epoca per militare a sinistra si riteneva che si dovesse leggere qualche libro, ora l'antropologia renziana - sulla quale molto garbatamente prima ci ha intrattenuto l'onorevole Saltamartini con la perfidia con la quale donne parlano di altre donne, ma anche uomini parlano di altri uomini - ci fa capire che quei tempi sono definitivamente tramontati.
Ciò non toglie che, presentando il mio libro, Alfredo D'Attorre - uno di quei politici che stimiamo perché colto, preparato, anche coraggioso, perché ha avuto il coraggio di lasciare il Titanic di Renzi che sta per schiantarsi, l'acqua intorno è fredda e quindi prima dello schianto il gesto è coraggioso - disse "il libro è profondamente vicino ai valori progressisti, se ci fossero ancora 'le Frattocchie' andrebbe studiato, non dico accettato in tutto ma sicuramente studiato" e io dico "infatti fra un paio di settimane vado alle frattocchie verdi e la settimana dopo alle frattocchie nere e mancano solo quelle rosse", perché come voi sapete c'è anche l'iniziativa concorrente di un pezzo di destra.
Il problema culturale è rilevantissimo!

Prima l'onorevole Saltamartini ha parlato di "quando qualcuno ha riposto delle speranze in Renzi" io no, l'ho scritto. Perché non era possibile riporre delle speranze in Renzi, avrebbe potuto essere il mahatma Gandhi, Alessandro magno, Giulio Cesare, Gesù cristo, qualsiasi premier voi mettiate oggi a palazzo Chigi, o esce dall'euro o non può fare niente, punto.
Io ho avuto una fortuna incredibile perché ho detto queste cose quando erano poco di moda, non se ne parlava, sembrava un gesto di coraggio dire quello che sta scritto nei libri di testo di economia, allora io ho copiato il libro di testo di economia, ci ho aggiunto due o tre cazzatelle sulla mia vita personale per renderle un pochino divertenti e ecco qua un grande successo editoriale, basta poco, che ce vo'!
Ma, attenzione, ora quello che dico non necessita di più di un percorso che passi attraverso l'uso delle quattro operazioni e capire cos'è il tasso di cambio, non ve lo chiedo, so che è difficile, guardate cosa è successo in Grecia: nel giro di un anno tre volte il popolo si espresso per avere una cosa e tre volte gli è stata imposta una soma ancora più pesante!

Quando dico il popolo, perché lo so, non fate i furbi con me, io lo so che dentro di voi c'è qualcuno che se sterminano i dipendenti pubblici dentro di sé gode, gode come lo squalo quando sente l'odore del sangue, ma alla fine arrivano anche da voi, cioè se voi non capite che non ce n'è più per nessuno e che quindi l'imprenditore deve essere solidale con il dipendente pubblico, che deve essere solidale con l'artigiano, che deve essere solidale con l'insegnante, che non si deve far rodere il culo quando vede che il commerciante c'ha il suv, che deve capire che il problema è che noi dobbiamo riprenderci il nostro paese, se non si passa da lì, morirete tutti.
E io con voi, purtroppo. Io me ne vado in Australia, però se non faccio in tempo muoio anch'io.

Questo è un punto rilevante, perché significa che quello che manca oggi in Italia non è tanto, senz'altro anche un partito che sappia incarnare gli interessi dei lavoratori, potrebbe tranquillamente essere la lega, manca oggi un partito interclassista come era la democrazia cristiana, erede della democrazia cristiana è il partito democratico e infatti ha le correnti e infatti si sgretola, è un partito che però si è posto al servizio di un'unica classe: la grande finanza internazionale.
Tutti gli atti politici rilevanti del partito democratico vanno in questo senso, vanno in questa direzione.

Che cosa ha chiesto, da sempre, fondamentalmente dalla fine del diciannovesimo secolo, da centocinquant'anni a questa parte, il grande capitale?
Ha chiesto fondamentalmente cessioni di sovranità, ha chiesto che lo spazio economico diventasse uno spazio transnazionale perché il capitale va dove gli pare e naturalmente i lavoratori non possono andare dove gli pare e quindi in questo spazio aperto il lavoro perde, l'esempio che faccio sempre se in un'azienda c'è un problema è molto facile per un imprenditore delocalizzare, molto meno facile è per il lavoratore delocalizzarsi.
La lega ha sicuramente intercettato un vuoto di offerta politica nel senso che con Renzi che fa finta di essere di sinistra, ma in effetti è il partito dell'establishment, delle grandi banche, a destra mancava qualcosa, Berlusconi che si sta sgretolando, quindi essere il leader propulsivo, uno che dice qualcosa di destra, è senz'altro un'idea di marketing che può avere un senso.
Vediamola dal lato della domanda però: quando ci sono state le europee e quindi c'è stata l'affermazione dei movimenti critici verso l'Europa, s'è capito che anche se il governo, anche se un'intera classe politica, di qualsiasi colore - come ricordava l'onorevole Saltamartini - non è pronta ad ammetterlo, al di là dell'offerta e dell'etichetta 'io so' de destra', 'io so' de sinistra', 'io so' nero', 'io so' rosso', c'è una enorme domanda di recupero di spazi politici, di spazi di sovranità, di uscita dall'Europa, questa domanda sta crescendo, sicuramente la lega ne ha beneficiato.
La percezione, credo, che i leader della lega hanno è di aver beneficiato molto più del tema dell'immigrazione che del tema economico, probabilmente è una percezione corretta, perché l'immigrato lo vedi, è diverso da te, non è facile accostarsi a un diverso, che arriva in condizioni più o meno di fortuna, quello è un tema molto urticante, è un tema che peraltro la sinistra dovrebbe imparare a fare proprio perché gli immigrati non finiscono ai parioli, finiscono ai quartieri popolari, ergo se tu sei er partito der popolo, ti dovresti preoccupare di gestire il fenomeno, è banale, questo a porte chiuse, coi politici per esempio di sinistra italiana, son tutti d'accordo, poi escono 'no, Salvini xenofobo!' no, scusate, con chi ho parlato prima?
Però la sensazione è che adesso sia cambiato qualcosa e spero che Salvini, cioè lo spero per lui, perché per me no, oddio lui ha detto che se vince mi fa ministro quindi potrei anche mettere una fiche su questo, voglio aiutare me stesso a diventare ministro, per aiutare me stesso a diventare ministro, cioè Salvini a diventare primo ministro, mi sentirei di dargli questo suggerimento: il tema dell'immigrazione ha sorpassato in rilevanza quello della moneta come indicatore di cosa c'è che non funziona in Europa e non è più il tema der veneto che si mette il casco con le corna e va a fa' casino perché c'ha accanto il campo rom, è proprio il tema della gestione di interi flussi di popolazioni fatti nell'interesse esclusivo del paese del paese egemone, della Germania che ha chiamato queste persone, e perché le ha chiamate perché Angela Merkel è buona e c'ha la tonaca con la doppia lista azzurra come madre Teresa di Calcutta?
No, perché gli imprenditori tedeschi hanno bisogno di poracci per schiacciare i salari! Perché la Germania vince solo se trucca i conti!

Dopodiché però quel costo lo paghiamo noi!
Se Matteo Salvini riuscirà - ma non glielo devo dire io, non è un pizzino che gli sto mandando, se volessi gli telefonerei, ma io ho grosso rispetto per chi fa il lavoro della politica, di cui giustamente l'onorevole Saltamartini rivendicava la specificità e la dimensione tecnica - a essere un po' meno 'ruspa' e un po' più 'Europa' considerando che adesso la Merkel gli ha alzato una palla incredibile che lui deve solo schiacciare, risolve un grosso problema. E vi dico due cose, io giro l'Italia, chi mi segue sa perché, chi non mi segue pensa 'sti cazzi' e vedo tutti - siamo registrati ovviamente, questo viene consegnato alla storia, e vabbè, pace, la mia carriera accademica è comunque distrutta per le cose che dico senza parolacce, posso anche dire ogni tanto delle parolacce - giro l'Italia e incontro l'operaio, l'imprenditore, tutti dicono "se avesse altri toni lo voterei" soggetto sottinteso ms, che non so' le sigarette è Salvini, questo purtroppo è un tema rilevante (dal pubblico: ) "ma non avrebbe attirato l'attenzione" e adesso l'attenzione ce l'ha, è giunto il momento di capire se portare all'incasso l'attenzione che si è avuta, volevo dire un'altra cosa ma me la son dimenticata, cedo la parola.»


Domanda: «C'è qualcuno che sostiene che se Salvini e Grillo si mettessero assieme potrebbero vincere le elezioni e uscire dall'euro, se non che Grillo di uscire dall'euro non parla più.»
  
Risposta: «In un momento in cui giornali nazionali e internazionali erano tutti convinti che Grillo fosse l'araldo del movimento cosiddetto antieuro in Europa e in Italia, io dissi molto chiaramente che secondo me non era così, era assolutamente evidente perché nel messaggio politico del suo partito c'era ben palese, presentata abilmente, una fortissima impronta liberista, cioè il messaggio del grillino tipo che appiattisce tutto su una cosa che non è politica, perché se non ce l'hai sei un criminale - quindi è un rilievo giuridico di diritto penale -, cioè l'onestà e il discorso della casta e della cricca, questo discorso fondamentalmente volto a far vedere la politica e lo Stato come un nemico, questo è esattamente un messaggio liberista. Ora l'euro è uno strumento del liberismo, quindi Grillo stava facendo pubblicità all'euro.
Questo lo dissi quattro anni fa, in questi quattro anni avete poi visto qualcosa di concreto fatto dal 5stelle contro l'euro? Io no, qualcuno di voi l'ha visto? Secondo me l'unico atto concreto contro l'euro l'ha fatto Salvini quando ha fatto informazione correttamente prima della campagna per le europee. Indipendentemente dal fatto che abbia poi anche preso posizione.
L'euro va spiegato, se non lo si spiega dopo diventa tutto un pochino più complesso e soprattutto più ambiguo.
Perché se non si capisce che l'euro è un progetto per aumentare la disuguaglianza, poi non si capisce perché a valle vengano fatte riforme che comprimono la democrazia!
L'euro è fatto perché la maggior parte delle persone, che è quella che guadagna poco, guadagni ancora di meno, un giorno queste persone lo capiranno, non ci sono santi... E quando i più capiranno bisognerà che la 'democrazia' sia blindata perché altrimenti gli equilibri politici si ribalteranno!
Quindi non puoi volere l'euro e volere la democrazia! Si è come volere le camere a gas, aprire la doccia e poi voler sopravvivere, non funziona così, questo va capito, Grillo non ha fatto nulla, Grillo è la nostra rivoluzione colorata, color camicia bianca: è un colossale, estremamente ben architettato meccanismo di gestione del dissenso.
Una volta, al tempo della democrazia cristiana, che se ce la ridessero forse staremo meglio, il potere gestiva il consenso: c'era Bernabé in Rai, c'erano le veline, lui diceva quello che si doveva dire, adesso è diverso, siamo diventati più democratici, ognuno può dire quello che vuole, bisogna gestire il dissenso. Bisogna che chi è contro il sistema sia incanalato in una direzione in cui sia sterile ogni suo gesto politico, e questo è ciò a cui serve il cinquestelle.
Io l'ho visto ieri, ero a Corviale, ormai sono trasversale, ieri a Corviale c'era un eurodeputato proiettato da Bruxelles che presentava il libro di Barra Caracciolo, un libro un po' complesso ma che vi esorterei comunque - se i temi vi appassionano - a consultare proprio perché spiega in che modo oggi arriviamo a un punto critico di una battaglia che dura da 150 anni, quella fra il principio liberista che ispira l'azione della grande finanza, di chi è potente [e lo Stato]: chi è potente - ovviamente - dello Stato se ne fotte: vuole solo fare quello che gli pare!
Lo Stato serve a chi è debole, questo va capito! se non si capisce questo ci si suicida!
Dopodiché lo Stato ha i suoi limiti: può esistere il funzionario corrotto, può esistere quello che ti fa perdere tempo, va bene, ne parleremo quando l’acqua sarà privata, quando tutte le scuole saranno private, quando tutta la sanità sarà privata, avere i soldi per permettervelo? Cominciamo a parlare di questo.

Se non si parte dal capire in che direzione si sta andando, in una direzione di compressione dei diritti economici, non si capisce che insieme a questo c’è una compressione dei diritti politici!

Sono totalmente d'accordo con tutto quello che ha detto l'onorevole Saltamartini sulla 'riforma', la inserisco in un quadro fosco che è quello di come veniamo governati, delle regole economiche che ci vengono dall'Europa, ma voglio dirvi in questa direzione..ormai gli economisti... non li sopporto, non sopporto l’ipocrisia di chi si è venduto per mentire dicendo cose che non stavano scritte in nessun libro e sostenendo un progetto che schiaccia i suoi concittadini mentre lui pensa di essere al riparo dalla crisi che provoca mentendo... il modo in cui si presentano oggi, nel 2016, a dire, come se se le fossero inventate loro, le cose che io nel 2011 proponevo umilmente perché le avevo viste scritte in articoli del 2007-8, nel 1956...
Gli economisti si sono comportati in un modo moralmente censurabile! Allora mi sto avvicinando ai giuristi, vado ai convegni dei giuristi e scopro che in tutta Europa sono in atto riforme che vanno nel senso del neocentralismo... a me non me ne frega niente dei vostri problemi tra nord e sud, però voi che siete un partito che ha posto un problema che esiste e che la sinistra si deve porre, scherzi a parte, cioé quello del dualismo tra nord e sud ma non se lo pone, perché? perché ne parla salvini, capito? ecco questo per me è inaccettabile!
Vi dovete porre il problema che tutta Europa sta andando verso il centralismo: quello che succede qui con il Senato, in Germania sta succedendo col Bundesrat: negli ultimi dieci anni hanno fatto quattro riforme costituzionali tutte per comprimere i poteri della camera dei länder, la camera delle regioni.
Perché? Perché centralizzando si risparmia! 



Cioè il movente economico basato sul presupposto FALSO che siamo in una crisi da debito pubblico, non vi faccio la lezioncina, ve l’hanno fatta altri, se ve l’hanno fatta bene dovreste sapere che il debito pubblico stava diminuendo in tutta europa prima della crisi, mentre stavano aumentando i debiti privati cioè i crediti delle banche, questo lo sapete.
Sulla base di questa scusa si va all’attacco dello Stato dicendo che per ridurre la spesa devi ridurre i livelli di governo, devi ridurre le autonomie locali, devi ridurre la democrazia, devi ridurre le cariche elettive, ma questo non solo quiCapito qual è il pericolo?

Su questo credo che voi abbiate buon gioco a fare una battaglia, che tutto sommato è nelle vostre corde. Avete il problema di diventare un partito 'nazionale', riconoscendo il valore dei Territori, certo che se dite "forza Vesuvio" va a finire male, ma non lo dite più, queste sono cose del passato... voi avete una carta da giocare perché siete in controtendenza rispetto a una tendenza pericolosa, di centralismo, che è lo 'statalismo brutto': il centralismo che vuole questa europa non è lo 'stato che difende i deboli', è lo 'stato che difende il capitale'!

Vi faccio anche riflettere su una cosa: quando ci saranno gli Stati Uniti d'Europa, per le grandi multinazionali sarà più facile fare il porco comodo loro che già fanno perché mentre oggi devono convincere 28 governi nazionali, gli basterà avere un uomo a Bruxelles e avranno fatto! Capito a cosa serve il disegno imperiale? il disegno imperiale non è 'per voi', il disegno imperiale è per loro!!

Voi che avete riconosciuto e difeso con toni non sempre condivisibili il valore del territorio, subito avreste dovuto opporvi a questa cosa!
Ora l'avete fatto, va bene e avete anche saputo prendere le distanze, c'è anche un altro problema che voi non avete più ma altri hanno: siamo nel 2016, come e perché le cose non andavano è stato chiaro nel 2010, 2011, 2012, fra il 2012 e il 2016 sono passati 4 anni durante i quali sono morte un sacco di aziende e un sacco di persone!
È oggettivamente molto difficile, ed è compito dei politici, accogliere quelli che oggi si svegliano e dicono "ah, ops, c'è un problema!", vi faccio due esempi illustri: Gualtieri e Reichlin sui giornali di ieri si sono accorti che c'è un problema con le banche!
Che devi fa' li devi pija a schiaffi o gli devi dire "vabbé, effettivamente c'è un problema, meno male che", "ah bravi, non me n'ero accorto!" capite?
Ecco, questi sono i problemi dei politici: creare un tessuto che sia inclusivo geograficamente, fra le classi ma che ci permetta di rientrare in possesso di noi stessi!

Qui un problema però c'è, l'ha evocato prima Saltamartini, ha detto "America", en passant.
Torniamo da dove siam partiti: questa cosa che ci dicono essere il grande momento di realizzazione del 'popolo europeo'... voi sapete che il 'popolo europeo' non esiste, no? Non esiste la 'nazione europea', in realtà è un disegno geopolitico statunitense per controllare questo territorio, la crisi greca ce lo ha mostrato molto bene perché a un certo punto Schäuble ha detto "Grecia vattene", hanno telefonato da Washington e hanno detto "no, la Grecia resta perché altrimenti la Nato va in pezzi", chiaro cosa è in gioco?

Il punto fondamentale è che fino a che gli Stati Uniti non si convincono che tenere insieme l'Europa così non gli riesce o che comunque gli costa più che tenerla insieme in un altro modo, avremo delle fortissime resistenze d
a parte del mondo della grande finanza, che chiaramente ti rema contro, il mondo della grande finanza, nel momento in cui tu fai un gesto per uscire, ti può stritolare: scatena attacchi speculativi sui tuoi titoli di Stato, come una volta faceva sulla tua moneta, controlla ovviamente tutti i mezzi di informazione, può creare grossi problemi.

Quello che non riesco a capire del vostro movimento è che tipo di proiezione internazionale ha, che interlocuzione ha con chi comanda sul serio, questa è una domanda che ci dobbiamo porre tutti, è la domanda che mi porrei anch'io se dovessi un giorno affacciarmi a questo panorama politico italiano e vedere... A me sembra sia abbastanza chiaro che il pd aveva forti legami organici con quel mondo, non faccio nomi altrimenti è vilipendio... chiaro poi perché tanti governi sono stati messi a fila uno appresso all'altro per difendere l'euro... voglio dire: dobbiamo lottare, ognuno nel suo capo, possibilmente con un obiettivo comune, ma dobbiamo anche sapere quali sono le resistenze cui andiamo incontro, che non sono certo Renzi, ma chi lo ha messo lì!»

giovedì 8 settembre 2016

Votare come in chiesa


Sarà capitato anche a voi di trovare in giro per la rete uno 'spiegone' delle cosiddette riforme costituzionali (qui uno particolarmente efficace, dettagliato e contemporaneamente molto sintetico! qui addirittura un agglomerato di spiegoni, infine qui uno spieghino video molto sintetico ed equilibrato tra si e no) che mira - nel migliore dei casi, non certo qui - a far luce sul referendum costituzionale di ottobre - anzi di novembre, anzi di fine novembreinizio dicembre, anzi chissà.. - e che magari si conclude con un invito a votare 'sì' perché così si risparmia.
Beh ma allora fatemi decidere tutto a me, risparmiamo ancora di più no? Vi faccio prezzi modici, giuro!

Insomma al seicentesimo elenco di fesserie non ce l'ho fatta più, dopo aver visto un amico apprezzare questa sequela di lievi imprecisioni (cit.):


Questa cosiddetta - "riforma è parola nobile" dice sempre, giustamente, l'avvocato Felice Carlo Besostri - 'riforma costituzionale' fa così schifo, sia nel merito dei contenuti, sia nel metodo di come è stata ratificata, sia nel contesto che l'accompagna da un punto di vista politico, sociale, istituzionale, ... che non c'ho visto più e mi sono lanciato di getto in una risposta punto per punto con un contropapiro:

1) (e 3)) si velocizza il processo legislativo? No! Perché, come dici in 3) il senato, pur senza rappresentatività popolare, ha comunque 'potere di richiamo' su quasi tutte le materie, può dire la sua e costringere la camera ad esprimersi (accogliendo o rifiutando) il suo contributo, questo potere di richiamo è esercitabile di fatto ogni volta che vuole, quindi il procedimento legislativo non è né accorciato né semplificato! (quindi morto il 'pro', resta solo il contro che hai individuato: troppo potere al governo!)


Avrei dovuto aggiungere che le leggi che non si approvano celermente sono solo quelle di iniziativa parlamentare!
Mentre abbiamo qui l'interessante statistica delle 'navette' della presente legislatura, cioè quante volte una legge ha fatto avanti e indietro fra camera e senato:
A proposito della 'velocità in giorni' - per i futuristi eventualmente presenti nel nostro pubblico - vorremmo mostrarvi qualche esempio notevole, giudicate voi se il problema è la farraginosità' del 'meccanismo istituzionale o altro: 
legge fornero: la riforma previdenziale del governo monti ci mise appena 16 giorni e infatti ha causato il dramma degli esodati che è durato anni;
rinnovo delle missioni all’estero del 2012: approvato definitivamente in 25 giorni;
rimborsi elettorali: 35 giorni (anche tanto);
lodo alfano: 20 giorni, 24 dalla proposta in consiglio dei ministri ma - sarà un caso - aveva anche questa qualche problemino: l’incostituzionalità!
slittamento del referendum sulla legge elettoraleproposta (era il 2009) da quel volpone di cicchitto, riuscì nel miracolo di farla approvare in 6 giorni (!!) e contemporaneamente di impedire il raggiungimento del quorum!

Per altre leggi, è vero, le camere sono molto lente: nel 2008 per far passare - solo al senato! - l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla mafia ci vollero due mesi; per approvare il riconoscimento dei figli naturali, presentato da Rosy Bindi, un totale di 1259 giorni e per uno straccio di legge anticorruzione scritta coi piedi ben 1456 giorni!
Insomma, per alcune leggi si corre, per altre no, addirittura abbiamo visto una legge costituzionale
 andare veloce come il vento, la vergognosa ma famosa 'introduzione del pareggio di bilancio'! 

2) "in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi" è una frase che non vuol dire niente e che ha in sé una (almeno) doppia ambiguità che in caso di ricorso alla Corte Costituzionale farebbe drizzare i capelli a qualunque giurista: "in conformità" pare voler azzerare il libero arbitrio dei consiglieri per l'indicazione dei senatori e restituire la scelta ai cittadini (ma allora il senato è elettivo!) e se il consigliere-senatore a un certo punto cambia partito (in consiglio regionale può succedere esattamente come in parlamento!) decade dalla carica di senatore perché non è più in conformità?

Non basta questo a capire che sta roba è scritta coi piedi?
E il rinnovo? Il senato si 'rinnoverebbe' parzialmente ad ogni caduta di ogni consiglio regionale! Vai a vedere quanti ne sono caduti negli ultimi 5 anni!
Nessuna indennità? Manco il treno? Il soggiorno in caso di seduta che duri fino a notte? Un buono pasto? Per sé e i collaboratori? È credibile? E se è credibile, è giusto?

E l'immunità? I consiglieri regionali sono statisticamente i politici più indagati di tutti, è certamente un caso che venga loro concessa l'immunità ed è anche un bel regalo.

Per chi l'ha persa o non la ricorda, in questa puntata, tra 17:27 e 19:35, quel gran genio (cit.) di Maurizio Crozza ci da un assaggio di come saranno i futuri inquilini di palazzo Madama.


3) mostra come il 'potere di richiamo' dei senatori sia in effetti senza limiti, poiché ogni volta che viene esercitato dal senato può posporre fino ad altri 30 giorni l'approvazione definitiva da parte della camera, se viene fatto ogni 10 giorni non si finisce più! 


Inoltre stiamo parlando di questo, eh... ---->

4) bei numerini ma perfettamente inutili: una volta a 'regime' il prez verrà sempre eletto al primo colpo con maggioranza schiacciante (alcuni direbbero 'bulgara'), quella stessa maggioranza che l'italicum - legge elettorale illegittima, pure approvata in modo illegittimo! - donerà al partito che vincerà il (probabilissimo, quasi certo) ballottaggio, indipendentemente dal conteggio effettivo dei voti ricevuti alle 'elezioni'.

E allora, mediante l'assurdo rapporto di 6 a 1 della camera sul senato, quella stessa maggioranza bulgara - ma ormai si dovrà dire italiana! - alla camera dei deputati basterà per avere il potere di scegliere tutti gli organi di elezione parlamentare, quindi non solo il capo dello stato e ovviamente i presidenti delle due camere - seconda e terza carica dello stato, che in caso di 'problemi' sostituiscono la prima! -  ma anche di indirizzare i giudici della Consulta scegliendone la maggioranza - i 5 spettanti al parlamento ma anche i 5 spettanti al capo dello stato ormai ridotto a una specie di cameriere (mentre ora abbiamo un silenzioso, umile notaio) - e giù a cascata i membri del csm e via cantando, completando col botto l'appropriazione totale delle istituzioni repubblicane da parte di un solo uomo.

5) quello che scrivi sui referendum non è completo ma già basta a far vedere che diventerà più difficile per la cittadinanza far sentire la propria voce.

6) come 4) con due differenze: pur essendo non più elettivo e con una funzione legislativa 'strana' (qualcuno direbbe schizofrenica, altri menomata, altri boh!) come abbiamo visto, il senato sceglie alcuni dei giudici costituzionali che dovranno poi decidere della legittimità eventuale di OGNI legge della Repubblica? non ti pare strano?

E poi, non c'è proporzionalità! il senato ha meno di un sesto dei componenti della camera ma elegge solo un giudice in meno??
7) il cnel e i suoi gemellini diversi non sarebbero organi privi di importanza, se sono stati usati nel tempo come 'parcheggi' non è colpa dell'istituzione stessa ma di chi vi siede parcheggiato dentro, non credi?
7bis) 'regioni virtuose' è praticamente un ossimoro visto che nessun consiglio regionale è stato esente da indagini per i motivi più vari (ma i rimborsi truccati ci stanno sempre)


8) gran peccato che ciò non sia possibile già ora! con la sentenza 1/2014 abbiamo infatti visto che il 'porcellum' era illegittimo in due fondamentali dettagli che aveva ereditato in parte dal 'mattarellum' (ch'era dunque pure illegittimo) e che in forma anche più accentuata ritroviamo anche oggi nel cosiddetto 'italicum', che dunque è già anch'esso illegittimo e della questione sarà presto investita la Corte Costituzionale (per altra, faticosa, via di cui questo è solo un esempio ma analoghi ricorsi sono stati già presentati in quasi ogni tribunale sede di corte d'appello)!

9) la rappresentanza (di genere o tout court) sarebbe una gran bella cosa, ma darcela è compito della legge elettorale: ne è priva, per questo è illegittima, come pure le ultime due...

Dunque perché voti 'si'?
Dei cinque motivi che hai elencato (e poi ne hai elencati SETTE per votare 'no'..):


il primo l'avevi già smontato tu stessa col punto 3);

il secondo mi è sembrato ti preoccupasse infatti tu stessa hai scritto "potrebbe assegnare troppi poteri anche ai futuri governi";

il terzo è il discorso sui 'costi della politica', ma il risparmio dato da questa riforma è già stato ampiamente ridimensionato, ma la domanda centrale è vuoi un sistema che funzioni in modo democratico o uno low-cost?
Mario Mauro, un senatore politicamente lontanissimo da me (credo anche da te) che ho spesso sentito sostenere cose orribili, ex ministro della difesa, persona che non stimo insomma, durante l'iter parlamentare della 'riforma' disse questa cosa che mi fece venire i brividi e mi strappò un applauso, vedi tu cosa pensare:


il quarto pure è contraddetto dalle tue stesse parole visto che il numero di firme aumenta, quindi per la 'democrazia diretta' diventa più difficile emergere;

infine sinceramente faccio fatica a capire cosa s'intende con 'camera di compensazione', ma comunque un organo del genere c'è già ed anche qui, come col cnel e simili, dipende da come lo si usa! In ogni caso creare ridondanze non diminuirà i conflitti, credo.
Quelli tra stato e regioni che sono già aumentati con la precedente riforma del titolo V (scritta già malino) e hanno rappresentato per lungo tempo quasi il 50% dell'intero lavoro della Corte Costituzionale, rischiano ora di diventare una valanga (qui addirittura si parla di 'contenzioso alluvionale' al punto 5. pagina 8).

Dunque, sei ancora convinta del tuo 'si'?


La risposta non tarda ad arrivare, anzi dopo circa 2 minuti (avrà fatto un corso di lettura veloce!) un bel

Evidentemente non ha visto né letto nulla, il solo video dura più di due minuti!

Evidentemente vuole credere a ciò che il potente dice e diffonde coi suoi megafoni in una fiducia che, per quanto è mal riposta e impermeabile alla logica e a ogni critica, sconfina nella fede.
Si spalanca così un abisso dinanzi ai nostri occhi.




Cerchiamo di riflettere bene (anche senza pudore di chiedere aiuto) su dove mettere la nostra 'X' o potremmo trovarci alle prossime elezione a gettar voti come preghiere, nella speranza che nell'empireo che ci sovrasterà, e che non potremo mai arrivare a comprendere, qualcuno abbia pietà della nostra povera condizione.


Ma sappiamo tutti che il vivere libero, in una vera repubblica, è un’altra cosa.

domenica 9 febbraio 2014

Due domandine su dignità e sovranità

Chi conosce le statistiche di accesso a questo blog sa che non ci piacciono i post popolari. Oggi vogliamo farci un paio di domande sorte naturalmente da un pezzo del sempre ottimo Marco Lillo, che non ha ricevuto la meritata visibilità e che cito: 
"I pm napoletani quel giorno chiedono increduli: “Cioè loro (il Pdl, ndr) individuavano la Camera di appartenenza in relazione a quella dove era più possibile non avere l’autorizzazione a procedere?”. E De Gregorio conferma. Ieri il Senato, dove si sono fatti eleggere Verdini e Berlusconi non è stato un valido scudo. Anche se la costituzione di parte civile del Senato rischia di essere un bel segnale simbolico in un processo nato morto."
Passando sopra le valutazioni etiche e morali (ormai non solo inutili ma addirittura fuori moda..) che da tali parole potrebbero facilmente scaturire, a proposito dei comportamenti e della stessa natura di una parte politica che conosciamo, ci chiediamo dunque: la prescrizione si può allungare? E il processo in corso si gioverebbe di una tale modifica o ciò non è permesso dalla natura garantista della nostra legislazione?

Cominciando dalla fine: l'ultima volta che ho visto, a poter incidere su processi in corso, acquisendo così valore retroattivo, sono solo le norme con effetti 'favorevoli all'imputato'. Dunque no, ha ragione Lillo, questo sembrerebbe proprio un 'processo nato morto'. 

E però non credo ciò fosse un mistero: essendo note la lunghezza della prescrizione e la data del misfatto, lo sapevano di certo tutti i senatori, quelli che hanno votato 'si' e quelli che hanno scelto il 'no'! E lo sapeva certamente il presidente Grasso che ci ha fatto una gran figura (o per meglio dire ha risparmiato al Senato l'ennesima onta).
Ma allora, a ben guardare, che figura ci fa il Senato nel costituirsi, perdipiù in un modo apparso molto controverso e contrastato, parte civile in un 'processo nato morto'? Aveva senso una tale, apparentemente aspra contrapposizione?

La conseguenza di una sentenza di prescrizione sarebbe allora una evidente ed eclatante manifestazione dell'impossibilita di ottenere giustizia in questo paese.. Perfino quando la parte lesa è un ramo del Parlamento, la sua istituzione più alta, 'sovrana', addirittura!!
Bella sovranità di Pulcinella..

Torniamo dunque alla prima domanda: la prescrizione si può allungare? Ossia, è possibile cominciare a riparare ai danni che il berlusconismo ha inferto a questo paese o dobbiamo ancora aspettare molto tempo prima di riprenderci un po' di dignità?

Nota a margine: la scelta di Grasso è sembrata molto coraggiosa, e così intrinsecamente carica di dignità, da suscitare in molti l'auspicio che egli possa succedere a Napolitano.
Accedere in soli 7 anni (o anche meno) alla più alta carica individuale prevista dalla Costituzione, sarebbe certamente la più fulminante carriera politica mai vista!
Non è la prima volta che tali auspici si presentano e siamo convinti non sarà l'ultima.

domenica 30 giugno 2013

Un incubo (quasi) riuscito

Non è nient'altro che la soluzione più semplice.
Invece di ricominciare da zero con un altro sul colle più alto, magari una persona estranea al solito giro (non sia mai!) con cui faticosamente cercare, senza alcuna garanzia di trovarlo, un nuovo equilibrio, si è andati sull'usato sicuro, realizzando un vero monumento all'immobilismo.
Dalle chiacchiere in Transatlantico, che enrico mentana perfino alimenta e sostiene, mostrando una voglia palpabile di essere parte attiva di quell'intreccio, le Camere riunite, o meglio i noti 5-6 capibastone che la guidano, hanno infine imboccato per l'ennesima volta quei "corridoi laterali della democrazia", che li porteranno a sfogare quella voglia matta di deriva autoritaria che, pur aleggiando nei "salotti buoni" ormai da mezzo secolo, è stata bloccata ogni volta, almeno formalmente.
A votazione non ancora ultimata, parlamentari di una maggioranza prossima futura con fregola di comunicare, tornano già, come molte altre volte hanno affermato, a vestire di necessità il loro vizietto, la "tendenza" al presidenzialismo e al "superamento del bicameralismo perfetto", in modo quasi lascivo, senza alcuna vergogna.
Inizierà probabilmente con un governo amato che li accontenterà proponendo magari quelle profonde lacerazioni dell'impianto costituzionale che vanno tanto cercando, sancendo così la definitiva compromissione del suo equilibrio, e a noi verrà offerto il piatto forte di casa amato: quella dieta di lacrime e sangue che abbiamo solo iniziato a conoscere.



Questo pensavo e scrivevo il 20 aprile mentre, per la seconda volta, eleggevano napolitano.
Una volta fatto questo vecchionuovo governo, naturale conseguenza dell'improvvida rielezione, non hanno perso molto tempo in chiacchiere e minacce: circola infatti già da un po' una bozza, datata 10 giugno, per l'istituzione di un "comitato parlamentare per le riforme costituzionali" a firma letta, quagliarello e franceschini, prendendo spunto da una simile precedente bozza, datata 29 marzo 2013, a firma de poli, che voleva costituire una commissione che avesse mano libera per modificare tutta la seconda parte della Carta Costituzionale, cioè quella che riguarda l'ordinamento della Repubblica, i rapporti tra i poteri dello Stato e le garanzie costituzionali.

le due bozze

Dunque lo stanno facendo, ovviamente è nelle loro possibilità, ovviamente la Costituzione non è perfetta, anzi è migliorabile, ovviamente ci sarebbero ben altre priorità, ma se proprio vogliono cambiarla, come farlo lo dice l'articolo 138:

Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Invece nella sua bozza il senatore de poli, di "scelta civica", propone di votare le modifiche proposte tutte insieme in un unico pacchetto, invece di votarle articolo per articolo, come sarebbe logico e naturale, e pensa anche di poter riequilibrare questa grossolana forzatura, imponendo il referendum confermativo (con quorum) necessario per la promulgazione della legge anche nel caso di una sua approvazione con la maggioranza dei due terzi di ciascuna Camera.
Dunque propone di modificare la Costituzione in deroga all'art. 138, mentre appare significativo che, nella stessa bozza, egli preveda esplicitamente che per cambiare la sua creatura si dovrà invece tornare ad usare il 138!

Evidentemente tutto ciò non è sufficiente per il capo del governo che, assieme ai due ministri citati, priva la bozza de poli di un tetto massimo di spesa per il funzionamento del comitato, ne salva il resto e la "arricchisce" con quattro elementi precisi e di enorme rilevanza.
Stabilisce infatti che il comitato avrà l'esclusiva sui disegni di legge costituzionale riguardanti la seconda parte della Carta e cioè ogni altro disegno dovrà prima essere esaminato dal comitato e poi, eventualmente, armonizzato con gli altri progetti in corso.
Inoltre l'intervallo minimo tra le due deliberazioni di una stessa Camera scende da tre mesi a uno e il referendum confermativo finale andrà richiesto, non è infatti più automaticamente previsto.
Infine la novità più importante: tra le competenze esplicitamente elencate nell'art. 2 comma 1 della bozza letta, figura la revisione dei "soli" titoli I, II, III e V, verrebbe dunque risparmiato, bontà loro, il titolo IV che riguarda la Magistratura (che ad esempio ne garantisce l'indipendenza e stabilisce l'obbligatorietà dell'azione penale) PERÒ viene incredibilmente aggiunto un riferimento chiaro e netto a "i coerenti progetti di legge ordinaria di riforma dei sistemi elettorali"!


Così non solo la deroga all'art. 138 Cost. si fa ancor più evidente (al punto che la bozza è stata additata come di dubbia legittimità durante il seminario dell'AIC che si è svolto l'altroieri a Roma), ma addirittura si prova ad aggirare in questo modo vergognoso la spinosa e imbarazzante questione della riforma elettorale, provando a nasconderla in questo non richiesto, non gradito e non utile tentativo di revisione della forma di governo, magari covando la speranza di evitare o addolcire il prossimo pronunciamento della Corte Costituzionale sul "porcellum"!

In ogni caso i risultati politici e sociali saranno devastanti, se non altro in termini di tempo perso e aumento della distanza tra classe politica e mondo reale.

Ultima annotazione sul fattore tempo: il «crono-programma» scelto è accorciato in modo esasperato per garantire che la durata totale del processo (contro)riformatore sia inferiore ai famosi 18 mesi, viene dunque da chiedersi se oltre alla fretta di "portare a casa il risultato" prima possibile, svolgendo così diligentemente il compitino assegnato, c'entri qualcosa la concomitanza con la presidenza italiana del consiglio ue, che avrà luogo proprio nel secondo semestre del 2014..


PS: Il tentativo del pdl di inserire anche il titolo IV, e quindi ruolo e poteri della Magistratura, in questa revisione, in un primo momento denunciato dal pd come atto di "pirateria" e fintamente stoppato perfino dallo stesso ministro delle riforme quagliarello, a seguito della solita (dal '96 sembra non sia cambiato nulla) minaccia di far saltare tutto, riceve in queste ore il placet di "Lady Inciucio", anna finocchiaro, che intravede nel progetto di revisione un "problema di coordinamento tecnico con gli articoli del titolo IV e VI" da cui, ovviamente, segue che è la Carta Costituzionale ad essere sbagliata e, anche in quelle parti, da cambiare.

Lorsignori avranno mano libera?
Lo permetteremo?