In seguito alla notizia dell'assalto vile e ingiustificabile al settimanale satirico 'Charlie Hebdo', vedo ovunque fiorire come crisantemi le discusse, a volte urticanti, altre volte semplicemente offensive vignette che hanno reso il giornale noto anche fuori dai confini francesi, pur senza risollevarne le sorti finanziarie.
Annoto sommessamente che il risultato più rilevante dell'attacco sono le prevedibili becere strumentalizzazioni come titoloni del genere:
Ma è su un altro punto che vorrei attirare l'attenzione dei crociati dell'indignazione un tanto al chilo e dei professionisti della difesa intransigente dei diritti e delle libertà in casa degli altri, però ciechi e sordi in casa propria: essi forse non sanno che quello è il paese dei 'Les guignol de l'info' e del 'Le Canard Enchainé' per dire i primi nomi che mi vengono in mente, gente che come minimo dava del ladro seriale all'uomo più potente di Francia con una leggerezza ormai impossibile da noi!
Mentre il paese in cui vivo io e anche loro è quello dei si sa ma non si dice, in cui una persona che semplicemente descrive pubblicamente ciò che è sotto gli occhi di tutti mettendoci un pizzico di ironia e satira viene accantonato, normalizzato, silenziato, messo nella condizione di non disturbare il manovratore.
Al volo sul treno mentre sto andando al lavoro mi vengono in mente solo gli esempi, nell'ordine, di grillo che ironizza sui socialisti nostrani e da allora è sparito e sappiamo cos'ha dovuto inventarsi per costringere di nuovo l'Italia intera a parlare di sé..
Un benigni domato - perché normalizzato è troppo poco - che partendo dal francamente eccessivo smadonnamento e dall'amore per Berlinguer (illegale si sa, su di lui è ammesso solo dileggio e revisionismo di regime) e passando per una splendidamente ingenua irriverenza da 'piccolo diavolo', è giunto in senilità anticipata conclamata a una sviolinata clericale come non si vedeva da tempo, tanto che sotto natale han pensato bene di farne repliche!
Un benigni domato - perché normalizzato è troppo poco - che partendo dal francamente eccessivo smadonnamento e dall'amore per Berlinguer (illegale si sa, su di lui è ammesso solo dileggio e revisionismo di regime) e passando per una splendidamente ingenua irriverenza da 'piccolo diavolo', è giunto in senilità anticipata conclamata a una sviolinata clericale come non si vedeva da tempo, tanto che sotto natale han pensato bene di farne repliche!
La categoria dei silenziati è foltissima, sono troppo gggggiovane per ricordare propriamente Pasolini o Carmelo Bene, mi basta pensare alle parabole professionali di Indro Montanelli ed Enzo Biagi..personalmente l'editto bulgaro brucia ancora come uno sfregio subito sul mio stesso volto, da poco gentilmente rieditato in salsa cinese dall'attuale premier, #matteorenzi.
Un'altra esperta di interruzioni improvvise per il troppo fastidio al manovratore è certamente Sabina Guzzanti, il suo 'Raiot - Armi di distrazione di massa' è diventato vero e proprio caso di studio e c'è voluta la Cassazione per restituirla al 'servizio pubblico' ma non è certo bastato uno spazio di due mesi concesso a forza di sentenze a riparare una tale arrogante e violenta lesione della libertà di espressione!
Non contenta Sabina ha dimostrato tutta la sua tenacia, indipendenza e voglia di raccontare il paese che ama con 'Draquila' e ancora il governo di allora (praticamente lo stesso di prima, ma a distanza di 7 anni) ha nuovamente saputo dimostrarle sostegno e considerazione.
Oggi, mai doma, ha toccato (a mio modesto parere) l'apice del suo impegno con la sua ultima fatica, evidentemente una fatica pazzesca se lo stato non solo ha negato finanziamenti ministeriali, ma persino il riconoscimento (gratuito) di "interesse culturale"!
E infatti è così poco interessante che dopo il termine della normale programmazione è tornato nei cinema!
Questo paese, che sa essere meraviglioso ma anche schifosamente indolente, ha osservato in un mutismo sconcertante un progressivo silenziamento (quando non addomesticazione e strumentalizzazione) della satira più libera e popolare, specie se in prima serata - dalla genialità del duo Dandini-Guzzanti da 'Avanzi' in poi, a quella da nobel di Fo o quella più sottile e ignorata di Bergonzoni, per citarne solo alcune - e parallelamente all'inquinamento e alla neutralizzazione della capacità informativa del mezzo più usato, se è ancora vero che «per informarsi, lo strumento condiviso da quasi tutti è il telegiornale: vi ricorre l’86,4% degli italiani».
La 'cura Ludovico' operata su quella che era una volta la più grande impresa culturale italiana, ci ha lasciato con una Rai ancora berlusconizzata, governativa e conservatrice come non mai, in cui sopravvivono rare "riserve indiane", ma che un tale patrimonio ha sperperato e continua a sperperare.
Consideriamo per un attimo il fatto che ci si straccia le vesti perche un attacco paramilitare a un giornale satirico viene letto come colpo alla libertà di espressione dimenticando che praticamente ogni santissimo governo della Repubblica Italiana ha avuto - e ha - nel cassetto un'ampia gamma di 'leggi bavaglio' sull'informazione tutta, dopo aver già colpito la satira diverse volte, in modo diretto e indiretto!
Apriamo gli occhi..va bene che la coerenza e l'onesta intellettuali sono impossibili, mais..serons nous trop cons qua!?
Aggiornamento: ieri mentre scrivevo questo, anche Alessio Liberati, nel suo blog sul Fatto quotidiano, ha pensato di ricordare alcuni dei maltrattamenti subiti da chi critica troppo efficacemente il potere, facendo magari spuntare un sorriso nella bocca dei non sudditi, poi in serata Travaglio è stato assai più preciso e sistematico di me, ovviamente.
Mi piace anche segnalare l'attivismo su twitter di Pasquale Videtta:



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